Andropausa: La verità sul declino del testosterone negli uomini

Andropausa e testosterone: quale correlazione?

La menopausa è un evento ben noto nelle donne, ma cosa accade agli uomini durante l’invecchiamento? Il professor Riccardo Volpi, esperto in endocrinologia, medicina interna e andrologia, ci fornisce ulteriori informazioni su questo argomento. Contrariamente alle donne, gli uomini non sperimentano un’andropausa definita, ma piuttosto una graduale diminuzione della concentrazione di testosterone libero. Questo processo inizia dopo i 30 anni, con una diminuzione annua di circa l’1,2%. È importante sottolineare che per diagnosticare l’ipogonadismo maschile, viene valutata la misurazione del testosterone totale anziché quello libero.

Andropausa testosterone
Figura 1 – Durante l’andropausa l’uomo assiste ad un costante declino dei livelli di testosterone nel sangue: scopriamone di più.

Andropausa: tutta una questione di testosterone

La diagnosi dell’ipogonadismo maschile viene effettuata attraverso un prelievo di sangue che consente di misurare i livelli di testosterone totale, così come i livelli di Sex Hormone Binding Globulin (SHBG) e albumina. Queste proteine prodotte dal fegato legano il testosterone e lo trasportano nel flusso sanguigno. Utilizzando un algoritmo, è possibile calcolare le concentrazioni di testosterone libero, chiamato anche “biodisponibile”. Le variazioni dei livelli di SHBG, che possono aumentare con l’età o in presenza di alcune patologie, possono influenzare la quantità di testosterone disponibile. Circa il 45-65% del testosterone nel sangue degli uomini è legato all’SHBG.

Quali sono i sintomi?

I sintomi del deficit di testosterone includono disfunzioni sessuali come la diminuzione del desiderio sessuale, disfunzione erettile e la scomparsa delle erezioni spontanee. Altri sintomi possono includere disturbi dell’umore e della memoria, perdita del senso di benessere, aumento dell’adipe addominale, riduzione del volume e della consistenza dei testicoli, ginecomastia (ingrossamento della ghiandola mammaria), riduzione della massa muscolare, e una diminuzione dei peli pubici, ascellari e della barba.

L’osteoporosi può manifestarsi anche negli uomini con un deficit di testosterone avanzato. La carenza degli ormoni maschili può portare a una riduzione della densità minerale ossea, che va dall’osteopenia fino all’osteoporosi. Questo perché il testosterone svolge un ruolo nell’idrossilazione della vitamina D nel testicolo. La mancanza di una produzione adeguata di vitamina D da parte del testicolo può favorire la perdita di massa ossea.

Quali sono le cause?

Le cause del deficit di testosterone negli adulti e negli anziani possono includere malattie croniche sistemiche come insufficienza epatica, insufficienza renale e patologie infiammatorie croniche. L’assunzione cronica di alcuni farmaci, come il cortisone, i diuretici con attività anti-androgenica come lo spironolattone e i farmaci utilizzati nelle patologie prostatiche, possono influenzare i livelli di testosterone. L’obesità, la sindrome metabolica, il diabete mellito di tipo 2 e l’esposizione a ambienti caldi come gli altiforni possono anche contribuire al deficit di testosterone negli uomini adulti e anziani.

Terapia sostitutiva

La terapia sostitutiva con testosterone può essere somministrata agli uomini con ipogonadismo dopo una diagnosi accurata e in presenza di sintomi e segni clinici. Quando le concentrazioni di testosterone totale scendono al di sotto di 8 nmol per litro, la diagnosi di ipogonadismo è confermata. Ciò che segue è una “zona grigia” tra 8 e 12 nmol per litro, in cui devono essere considerati i sintomi del paziente, come calo del desiderio sessuale, disfunzione erettile, astenia e affaticabilità. In questi casi, la terapia sostitutiva può essere presa in considerazione. Concentrazioni superiori a 12 nmol per litro vengono considerate normali. La terapia sostitutiva deve essere personalizzata per ogni paziente, valutando attentamente il quadro clinico, e richiede un monitoraggio costante per prevenire eventuali effetti collaterali.

L’ipogonadismo può essere una condizione cronica, ma in alcuni casi può essere reversibile. Ad esempio, la sindrome metabolica e il diabete di tipo 2, che sono spesso accompagnati da una significativa riduzione della produzione di testosterone, possono essere migliorati attraverso la riduzione del peso corporeo. Inoltre, l’abuso di farmaci come gli oppiacei può influire sulla produzione di testosterone, ma una modifica della terapia può contribuire al ripristino dei livelli normali di testosterone.

Può essere somministrata a tutti?

La terapia sostitutiva con testosterone non è adatta per tutti. Non può essere somministrata a soggetti con diagnosi o storia di cancro alla prostata, trombosi o embolia polmonare, o sindrome delle apnee notturne. È necessaria cautela nei soggetti con malattie cardiovascolari.

La terapia sostitutiva può essere somministrata attraverso l’uso di un gel che viene applicato quotidianamente al mattino per rispettare il ritmo circadiano del testosterone, che raggiunge il picco nelle prime ore del giorno e diminuisce durante le 24 ore. Un’altra opzione è l’iniezione intramuscolare di testosterone, che ha effetti che durano 12 settimane. Di solito, si inizia con il gel poiché è di facile utilizzo e può essere interrotto immediatamente in caso di effetti collaterali indesiderati.

Cosa monitorare?

Durante la terapia sostitutiva, è importante monitorare l’ematocrito per controllare l’incremento dei globuli rossi nel sangue, poiché livelli superiori al 50% possono comportare rischi trombotici. È inoltre necessario valutare la storia familiare di disturbi della coagulazione e verificare la funzionalità emostatica prima di iniziare la terapia. Il PSA (antigene prostatico specifico) e i livelli di testosterone totale devono essere controllati regolarmente durante il trattamento.

La durata della terapia sostitutiva dipende dalle condizioni cliniche individuali del paziente anziano. Se le condizioni sono buone, potrebbe essere considerato un dosaggio minimo a lungo termine, ma sempre sotto stretto controllo medico.

I vantaggi della terapia sostitutiva per gli uomini sani includono un miglioramento dell’attività sessuale, una sensazione generale di benessere e una prevenzione dell’insorgenza di sarcopenia (perdita di massa muscolare) e osteoporosi.

Andropausa, testosterone e conclusioni

In conclusione, mentre le donne affrontano la menopausa, gli uomini sperimentano una graduale diminuzione dei livelli di testosterone. Se questa diminuzione diventa significativa e causa sintomi e segni clinici, può essere presa in considerazione la terapia sostitutiva con testosterone. Tuttavia, la diagnosi accurata e il monitoraggio costante sono fondamentali, e la terapia non è adatta per tutti i pazienti. È importante discutere con uno specialista in endocrinologia o andrologia per valutare attentamente i rischi e i benefici individuali prima di intraprendere una terapia sostitutiva con testosterone.

Fonti

  1. “Andropausa: cosa succede agli uomini mentre invecchiano?” – Link
  2. “L’andropausa: la menopausa degli uomini” – Link
  3. “Testosterone in declino: l’andropausa spiegata da un esperto” – Link
  4. “Deficit di testosterone negli uomini: sintomi, cause e terapie” – Link
  5. “Andropausa: miti e realtà sul declino del testosterone maschile” – Link
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Francesco Centorrino

Sono Francesco Centorrino, creatore ed amministratore di Microbiologia Italia, primo sito di divulgazione microbiologica in Italia. Sono laureato in biologia e molto appassionato di tecnologia, cinema, scienza e fantascienza. Sono Siciliano ma vivo e lavoro in Basilicata come analista di laboratorio microbiologico presso una nota azienda farmaceutica. Ho creato il portale di Microbiologia Italia per condividere conoscenza ed informazioni a chiunque fosse interessato a questa bellissima scienza. Potete trovare tutti i miei contatti al seguente link: https://linktr.ee/fcentorrino.

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