Alla Scoperta del Bizzarro Oritteropo

Orycteropus afer, meglio conosciuto come oritteropo, è un curioso e bizzarro mammifero, unico esponente dell’ordine dei Tubulidentati.

Giovane esemplare di Orycteropus afer.
Figura 1 – Giovane esemplare di Orycteropus afer. [Fonte: https://a-z-animals.com/animals/aardvark/]

Filogenesi

DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
InfraclasseEutheria
SuperordineAfrotheria
OrdineTubulidentata
FamigliaOrycteropodidae
GenereOrycteropus
SpecieOrycteropus afer
Tabella 1 – Filogenesi di Orycteropus afer.

Etimologia e classificazione

Gli oritteropi sono originari dell’Africa subsahariana e vivono in quasi tutto il continente africano. Sono conosciuti con il nome Aardvark, che in lingua Afrikaans (una lingua di origine europea diffusa in Sudafrica, Namibia, Botswana e Zimbabwe) significa “maiale di terra“, (aarde = terra, vark = maiale) per il loro aspetto e le loro abitudini . Il nome scientifico Orycteropus significa “piede scavatore” e afer perché originario dell’Africa. Tubulidentata si riferisce invece alla particolare dentatura di questi animali: ogni dente possiede un grappolo di tubi sottili, esagonali, verticali e paralleli di vasodentina (forma modificata di dentina), con canali pulpari individuali, tenuti insieme dal cemento. I denti non sono rivestiti da smalto e vanno incontro a usura e ricrescita continue.

Nonostante il loro aspetto possa ricordare i formichieri giganti, queste due specie non sono strettamente imparentate: gli oritteropi fanno parte del superordine Afrotheria di cui fanno parte anche l’ordine dei Proboscidea (elefanti), dei Sirenia (dugonghi e trichechi), dei Macroscelididae (toporagni) ed altri. Invece i formichieri giganti fanno parte del superordine Xenarthra, che comprende gli ordini Cingulata (armadilli) e Pilosa (formichieri e bradipi).

Habitat

Orycteropus afer predilige habitat come praterie e savane, evitando le zone rocciose, i terreni troppo duri e compatti e le zone paludose. Può essere trovato anche in zone tropicali e foreste che gli permettano di costruire tane adeguate. Non è presente in Madagascar.

Gli oritteropi vivono in tane scavate nel terreno: queste tane possono essere temporanee, quindi relativamente piccole, o più complesse, con una decina di entrate e gallerie che si estendono fino a diversi metri sottoterra. Essendo animali notturni trascorrono le ore di luce al riparo all’interno delle tane.

  • Ruolo nell’ecosistema: gli oritteropi hanno un ruolo importantissimo per l’ecosistema in cui vivono perché le loro tane temporanee vengono usate come rifugio anche da tanti altri animali, quali iene, facoceri, ricci, manguste e pipistrelli. Il loro impatto è positivo anche per quanto riguarda l’aerazione del suolo.
L'entrata di una tana di oritteropo.
Figura 2 – L’entrata di una tana di oritteropo. [Fonte: https://eol.org/pages/327830/media?page=4]

Caratteristiche e morfologia dell’oritteropo

  • Dimensioni: il corpo può misurare dai 100 cm ai 158 cm, più la coda che va dai 40 cm ai 70 cm (per una lunghezza totale di circa 2 metri).
  • Peso: 40-80 kg.
  • Longevità: 18-23 anni.
  • Sono digitigradi, cioè camminano sulle falangi. Le zampe anteriori possiedono 4 dita e quelle posteriori 5, tutte dotate di un artiglio a forma di vanga, specializzato per scavare con più efficienza e velocità. Può spostare mentre scava più di 60 cm di terreno in soli 15 secondi.
  • Pelo: rado e ispido. Il mantello può essere marrone, dorato o grigio.
  • Orecchie: tubulari, lunghe circa 20-25 cm e possono muoversi in maniera indipendente. Conferiscono all’oritteropo un acuto senso dell’udito. Vengono chiuse e piegate all’indietro durante gli scavi.
  • Denti: sono presenti molari e premolari ma mancano incisivi e canini (formula dentaria 0/0, 0/0, 2/2, 3/3). I neonati possiedono una serie completa di denti da latte rudimentali, compresi i canini. I denti degli adulti sono costituiti da tubuli impacchettati, composti da una forma modificata di dentina, privi di smalto e contenuti in un manicotto di cemento dentale.
  • Lingua: può arrivare a 30 cm di lunghezza negli esemplari adulti. E’ specializzata per la cattura di termiti e formiche: molto mobile e veloce, possiede dei muscoli ben sviluppati che ne rendono possibile la protrusione, la retrazione e il cambiamento di forma, facilitando l’assunzione di cibo. E’ ricoperta da saliva adesiva.
  • Naso: contiene 10 conche nasali, 9 bulbi olfattivi ed è costituito da 911 ossa turbinate, più di qualsiasi altro mammifero. Ne consegue uno spiccato senso dell’olfatto, grazie anche al lobo olfattivo del cervello, altamente sviluppato. Intorno alle narici sono presenti numerosi peli tattili che, oltre alla funzione sensoriale, servono ad impedire che la terra finisca nel naso mentre l’animale sta scavando.
  • Muso: il muso e il naso sono uniti e terminano con un disco carnoso e mobile.
  • Occhi: gli oritteropi sono daltonici. Nella retina sono presenti solo bastoncelli, per un’efficiente visione notturna.

Dieta

Gli oritteropi sono prevalentemente insettivori, quasi totalmente mirmecofagi: la loro dieta è composta da formiche, larve e il loro cibo preferito sono le termiti. Grazie agli efficienti artigli questi animali sono in grado di distruggere velocemente i termitai e di catturare un gran numero di prede con la lingua, che nel corso dell’evoluzione si è specializzata per questo scopo. Anche l’apparato digerente si è adattato perfettamente a questo tipo di alimentazione e a ciò che essa comporta: infatti questi animali sono in grado di digerire anche l’eventuale terra che ingeriscono mentre catturano gli insetti. Ogni oritteropo può arrivare a cibarsi di circa 50.000 insetti ogni notte.

La caccia inizia nel tardo pomeriggio: ogni individuo si sposta fino a 30 chilometri alla ricerca di cibo, allontanandosi quindi anche di molto dalla propria tana. Cambiano percorso ogni notte e ripetono gli stessi tragitti circa una volta a settimana, dando il tempo alle colonie di termiti e formiche di ripopolarsi. Formiche e larve vengono masticate, mentre le termiti sono ingerite intere.

Fa parte della loro dieta anche Cucumis humifructus, conosciuto come “il cetriolo dell’oritteropo”: i frutti di questa pianta vengono mangiati dagli oritteropi, i quali ne diffonderanno poi i semi. Orycteropus afer ha un importante ruolo ecologico per la diffusione e la conservazione di questa pianta sul territorio.

Un oritteropo in cerca di cibo.
Figura 3 – Un oritteropo in cerca di cibo. [Fonte: https://eol.org/pages/327830/media?page=5]

Ci sono animali che mangiano gli oritteropi?

Gli esseri umani costituiscono i loro predatori primari, mentre gli altri predatori naturali sono i leoni, le iene e i leopardi.

Per scappare gli oritteropi scavano delle tane di fortuna, ma se non possono scavare si stendono sulla schiena e cercando di proteggersi con gli artigli, oppure restano in piedi, sollevati sulle zampe posteriori e ricorrono agli artigli come arma difensiva.

Etologia

Gli oritteropi sono animali prevalentemente solitari. Essendo animali molto timidi e territoriali, si incontrano solo durante la stagione riproduttiva. Le tane sono occupate da un singolo individuo, che ha un territorio di qualche chilometro quadrato, stabilito marcandone i confini. Alcune tane più grandi, nel caso di esemplari più socievoli, possono ospitare anche tre o quattro oritteropi che costituiscono un gruppo.

E’ stato osservato che questi animali, quando si allontanano dalle proprie tane, escono e le lasciano in maniera rituale: prima si fermano all’apertura per cercare eventuali predatori, poi corrono fuori, saltano ripetutamente, si guardano intorno e saltano di nuovo, per poi trottare via in cerca di cibo.

Gli unici suoni conosciuti emessi dagli oritteropi sono i grugniti e, in casi di estrema paura, una sorta di belato. Entrambi i sessi hanno ghiandole sui gomiti e sui fianchi, il cui scopo non è ancora ben chiaro: possono aiutare nel mantenimento dello spazio individuale o avere una funzione durante l’accoppiamento (benché non sia stata documentata alcuna marcatura olfattiva).

Riproduzione

Gli oritteropi sono poligami. A seconda della regione in cui vivono la stagione riproduttiva e il periodo delle nascite variano: gli oritteropi del Sud Africa partoriscono tra Maggio e Giugno, mentre quelli delle regioni a nord partoriscono tra Ottobre e Novembre. I cuccioli vengono svezzati al mese e restano con la madre fino al mese di vita, momento in cui diventano completamente indipendenti e si separano: ogni cucciolo andrà a costruire una nuova tana. Gli oritteropi si riproducono una volta all’anno e possono avere più cuccioli nel corso della loro vita.

  • Gestazione: 7 – 8 mesi.
  • Numero di cuccioli: 1 o 2.
  • Svezzamento: 3 mesi.
  • Maturità sessuale: raggiunta verso i 2 anni d’età.
  • Come conseguenza del tipo di dieta il latte è ricchissimo di proteine.
Un oritteropo che si sta riposando.
Figura 4 – Un oritteropo che si sta riposando. [Fonte: https://a-z-animals.com/animals/aardvark/]

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Fonti:

Crediti immagini:

Foto dell'autore

Annachiara Grasso

Sono laureata in Scienze Zootecniche e Tecnologie delle Produzioni Animali e da sempre mi occupo di benessere e comportamento animale. Attualmente sono iscritta a un Master Internazionale sull'ecologia del cambiamento climatico. Coltivo diverse passioni, tra cui la scrittura e la divulgazione scientifica.

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