Batterio dello stomaco: Helicobacter pylori e malattie extragastriche

Helicobacter pylori è un batterio Gram negativo capace di colonizzare lo stomaco. E’ noto soprattutto per essere associato a malattie gastrointestinali come ulcera peptica, gastrite, adenocarcinoma gastrico e linfoma MALT. Tuttavia, numerosi studi epidemiologici indicano che l’infezione da H. pylori potrebbe essere coinvolta anche in diverse malattie extragastriche.

Caratteristiche generali di Helicobacter pylori

Helicobacter pylori (figura 1) è un batterio Gram negativo, spiraliforme e dotato di flagelli. Questo microrganismo è in grado di colonizzare la mucosa gastrica grazie alla sua capacità di adattarsi all’ambiente acido dello stomaco. Le caratteristiche che permettono la sopravvivenza del batterio nello stomaco sono:

  • microaerofilia, ossia la capacità di crescere in un ambiente poco ossigenato come quello gastrico;
  • presenza di flagelli, che consentono all’H. pylori di penetrare la barriera di muco protettiva della mucosa gastrica;
  • adesine, che permettono di aderire all’epitelio gastrico e resistere ai movimenti peristaltici e al ricambio cellulare;
  • produzione di ureasi, un enzima che scinde l’urea in ammonio e bicarbonato che, neutralizzando l’acidità gastrica, crea un habitat favorevole intorno al batterio;
  • capacità di assumere forma coccoide che, in condizioni ostili, conferisce resistenza al microrganismo poichè permette una migliore adesione alle cellule gastriche.
Morfologia di H. pylori
Figura 1 – Morfologia di H. pylori [Fonte: gastroenterologo.eu]

L’infezione da H. pylori è molto diffusa, tanto da interessare circa il 40% della popolazione mondiale. La sua incidenza, in genere, aumenta con l’età ed è correlata a scarse condizioni igienico-sanitarie. E’ più diffusa, infatti, nei Paesi in via di sviluppo dove è contratta principalmente durante l’infanzia mentre nei Paesi industrializzati è più frequente in età adulta (il 50% dei casi riguarda individui sopra i 60 anni). Le modalità di trasmissione non sono ancora del tutto chiare ma attualmente l’uomo è l’unico serbatoio noto di questo microrganismo. L’H. pylori si può trovare nelle feci ma anche nella saliva e nella placca dentale per cui le vie di contagio più probabili sembrano essere quelle oro-fecale e orale. Non sono però da escludere le possibilità di trasmissione attraverso il contatto diretto con acqua, alimenti e strumenti endoscopici contaminati.

Infezione da H. pylori: malattie gastrointestinali

Nella maggior parte dei casi, l’infezione sostenuta da H. pylori è asintomatica. Tuttavia, la colonizzazione della mucosa gastrica da parte del batterio altera l’ambiente dello stomaco instaurando una gastrite cronica che espone l’ospite al rischio di sviluppare malattie gastrointestinali anche gravi. La presenza di sintomi riguarda il 20% degli individui affetti e dipende da vari fattori, tra cui il ceppo di H. pylori responsabile dell’infezione. Esistono, infatti, diversi ceppi di H. pylori con maggiore o minore virulenza legata alla capacità o meno di produrre citotossine ed enzimi mucolitici in grado di creare uno stato infiammatorio cronico e, nel tempo, danneggiare la mucosa gastrica.

La gastrite causata dall’infezione, stimolando l’ipersecrezione acida e riducendo i fattori protettivi della mucosa, può evolvere in ulcera gastrica o duodenale. I sintomi principali in caso di gastrite sono dolore e/o bruciore di stomaco, nausea, vomito e gonfiore. In caso di ulcera, invece, il sintomo prevalente è il dolore epigastrico intenso, localizzato nella parte alta e centrale dell’addome. Inoltre, l’ulcera può avere serie complicazioni che richiedono un tempestivo intervento medico.

L’infezione cronica da H.pylori aumenta di 2-6 volte il rischio di cancro allo stomaco. Nel 1994, infatti, l’AIRC ha classificato questo microrganismo come agente cancerogeno di classe I. Il possibile meccanismo sembra legato alla produzione da parte del batterio di una tossina chiamata “CagA” . Tale tossina crea uno stato cronico di infiammazione che favorisce lo sviluppo di mutazioni genetiche da cui origina il cancro. Più raramente, l’infiammazione costante può generare un’iperattivazione del sistema immunitario alla base di un altro tipo di tumore, il linfoma MALT (Mucose-Associated Lymphoid Tissue). L’eradicazione del batterio riduce drasticamente il rischio di cancerogenesi H. pylori correlata, impedendo la progressione della gastrite cronica.

Infezione da H. pylori: malattie extragastriche

Dall’inizio degli anni ’90, molti ricercatori hanno sottolineato che l’infezione da H. pylori non colpisce soltanto lo stomaco ma anche la funzionalità di altri distretti corporei. Numerosi studi epidemiologici, infatti, collegano l’infezione a una serie di manifestazioni extragastriche. Una recente e dettagliata revisione sistematica pubblicata sul “World Journal of Gastroenterology” ha raccolto dati che dimostrano come il batterio colpisca anche numerose funzioni neurologiche, cardiovascolari, metaboliche, allergiche, ematologiche e dermatologiche. Tuttavia, per alcune di queste funzioni sono state descritte soltanto poche associazioni e, quindi, sono necessari ulteriori studi prima di stabilire legami certi con l’infezione da H. pylori.

Malattie ematologiche e H. pylori

Per alcune patologie extragastriche, però, la correlazione con H. pylori risulta molto forte e sostenuta da evidenze sperimentali. E’ il caso di malattie ematologiche (figura 2) come anemia da carenza di ferro (IDA), trombocitopenia immunitaria primitiva (ITP) e carenza di vitamina B12.

  • Anemia e H. pylori – E’ ben nota l’associazione tra anemia da carenza di ferro (IDA) e infezione da H. pylori. Diverse metanalisi, infatti, hanno dimostrato che l’infezione causa carenza di ferro sia riducendone l’assorbimento che sottraendolo all’ospite. La riduzione dell’assorbimento di ferro sembra dovuta all’infiammazione cronica che provoca un aumento dell’epcidina, una proteina fondamentale nella regolazione di questo micronutriente; inoltre, l’aumento del pH gastrico diminuisce la conversione del ferro inorganico da ferrico a ferroso (quest’ultima forma ionica è quella assorbibile dagli eritrociti). Infine, H. pylori è in grado di sottrarre ferro all’organismo prelevandolo dalla transferrina dell’ospite e dalla lattoferrina dei neutrofili.
  • ITP e H. pylori – L’ITP è una malattia autoimmune caratterizzata da piastrinopenia in assenza di altre cause. Molti studi hanno segnalato l’associazione tra l’infezione da H. pylori e una maggiore probabilità di sviluppare questa patologia. I meccanismi coinvolti sono diversi ma sembra che il batterio stimoli l’attivazione di monociti con autoreattività e questo può causare la produzione di autoanticorpi contro le piastrine circolanti.
  • Carenza di vitamina B12 e H. pylori – La gastrite associata all’infezione da H. pylori può compromettere l’assorbimento della vitamina B12 probabilmente a causa della distruzione delle cellule parietali e la conseguente diminuzione dei livelli di fattore intrinseco, indispensabile per l’assorbimento di questa vitamina.
Possibili meccanismi responsabili dell'associazione tra infezione da H. pylori e malattie ematologiche
Figura 2 – Possibili meccanismi responsabili dell’associazione tra infezione da H. pylori e malattie ematologiche [Fonte: Gravina et. al., Helicobacter pylori and extragastric diseases: a review. World J. Gastroenterol., 24: 3204-3221, 2018]

Diagnosi e terapia

H. pylori è un batterio che si trova comunemente nello stomaco e, nella maggior parte dei casi, l’infezione non provoca sintomi passando inosservata. Tuttavia, nel 20% degli individui causa la gastrite che può evolvere in ulcera e, a lungo termine, favorire l’insorgenza di un cancro dello stomaco. Per la diagnosi, in presenza di disturbi gastrointestinali altrimenti inspiegabili e di sospetta infezione da H. pylori, il medico può richiedere test non invasivi, come il test del respiro (urea breath test) o il test per la ricerca dell’antigene fecale. In alcuni casi, invece, possono essere necessari test invasivi come l’endoscopia e il prelievo di campioni biologici. Una volta diagnosticato, il batterio va eradicato in tutti i casi. La terapia per eradicare il batterio H. pylori presente nello stomaco, in genere, è triplice e consiste nell’abbinamento di due antibiotici (es. amoxicillina e claritromicina) con un IPP, ossia un inibitore di pompa protonica (es. omeprazolo).

Conclusioni

Riguardo all’associazione tra infezione da H.pylori e malattie extragastriche, allo stato attuale non è ancora possibile stabilire una correlazione causa-effetto dato che la maggior parte delle evidenze proviene da studi epidemiologici con diversi bias. Nonostante questo, le Linee guida Nazionali ed Europee (Linee guida Maastricht V/Firenze) sulla gestione dell’infezione da H. pylori raccomandano la strategia “test and treat” , ossia di ricercare con test non invasivi ed eradicare l’infezione nei seguenti casi:

  • pazienti con IDA, con ITP e con carenza di vitamina B12;
  • utilizzatori cronici di FANS e storia di ulcera (in questi casi è obbligatorio);
  • pazienti con dispepsia non spiegata da altre cause ed età inferiore ai 50 anni.

Fonti

  • Gravina A.G., Zagari R.M., De Musis C., Romano L., Loguercio C., Romano M., Helicobacter pylori and extragastric diseases: a review. World J. Gastroenterol., 24: 3204-3221, 2018
  • Fujimori S., Progress in elucidating the relationship between Helicobacter pylori infection and intestinal deseases. World J. Gastoenterol., 27: 8040-8046, 2021
  • Zagari R.M. et al., Guidelines for the management of Helicobacter pylori infection in Italy: The III working group consensus report 2015, Dig Liver Dis., 47: 903-912, 2015
  • www.airc.it
  • www.issalute.it

Crediti immagini

  • Immagine in evidenza: www.saperesalute.it
  • Figura 1: gastroenterologo.eu
  • Figura 2: Gravina et. al., Helicobacter pylori and extragastric diseases: a review. World J. Gastroenterol., 24: 3204-3221, 2018
Foto dell'autore

Nicoletta Zuppa

Sono laureata in Scienze farmaceutiche applicate e laureanda in Biologia della salute all'Università degli studi di Bologna

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