I batteri della Gastrite versus Helicobacter pylori

Introduzione specie Helicobacter

È noto che il numero di specie del genere Helicobacter è cresciuto rapidamente nell’ultimo decennio. Ad oggi sono stati identificati e denominati ufficialmente circa 24 specie di Helicobacter e altri 35 nuove specie. L’isolamento e l’osservazione di tali organismi nello stomaco fornisce informazioni rilevanti su come i batteri possano sopravvivere nell’ambiente gastrico e indurre malattie.

Tra gli Helicobacter gastrici (batteri noti per indurre la fastidiosa gastrite), l’Helicobacter pylori è il più noto e il più importante in termini di impatto globale sulle malattie umane. Rappresenta il primo cancerogeno batterico formalmente riconosciuto e oltre la metà della popolazione mondiale è colonizzata da questo batterio gram- negativo. Numerosi studi confermano che la prevalenza di H. pylori è in calo in tutto il mondo soprattutto nei paesi sviluppati e nei bambini, anche se il livello di infezione risulta essere più alto in alcune minoranze etniche e nei migranti.

Helicobacter, uno dei più noti batteri della gastrite
Figura 1: Helicobacter, uno dei più noti batteri della gastrite [Fonte:assocarenews.it]

H. pylori è un batterio che colonizza la mucosa gastrica. Di solito, questo batterio ha una morfologia a spirale, che è fondamentale per una corretta colonizzazione dello stomaco. Tuttavia, può formare anche forme filamentose e forme coccoidi. Questa variabilità morfologica influisce sui vari fattori come il trasporto dei nutrienti, nonché sulla motilità e capacità di formare biofilm. Per questo motivo, determinare attentamente la morfologia di H. pylori sembra essere cruciale per aumentare l’efficacia delle terapie antibatteriche dirette contro questo microrganismo.

Il micro-ambiente nello stomaco

Il micro-ambiente nello stomaco è costituito dalla secrezione di acido gastrico ed enzimi digestivi, reflusso biliare, mucosa e peristalsi gastrica che contribuiscono nell’insieme alla formazione di un ambiente antibatterico. Al momento, ci sono pochi studi sui microbi che vivono nello stomaco, a causa dei suoi processi fisiologici, come riportati precedentemente.

La flora gastrointestinale mantiene la stabilità e l’equilibrio del micro-ecosistema attraverso una varietà di sistemi e percorsi regolatori. Una volta distrutto tale equilibrio, si verificherà uno squilibrio micro-ecologico, che porterà alla generazione di malattie. La mucosa gastrica, se danneggiata, essendo composta da cellule epiteliali potrebbe aumentare la permeabilità tra le cellule e permettere l’entrata di batteri patogeni.

Dunque si riscontra una diminuzione dei batteri dominanti e un aumento dei microrganismi patogeni che possono danneggiare la mucosa stessa e il sistema immunitario. In questo caso, la coesistenza di microrganismi gastrici come virus e funghi può svolgere sia un ruolo sinergico che antagonistico nella patogenesi di tali malattie.

Si stima che lo stomaco abbia il minor numero di batteri rispetto ai tratti digestivi come cavità orale, intestino tenue e colon che conta il maggior numero.

Batteri gastrici alternativi

La maggior parte degli studi si è concentrata su H. pylori, ignorando altri microbi colonizzanti lo stomaco. Questi sono correlati all’insorgenza di patologie gastrointestinali, tra cui il cancro gastrico.

Cancro gastrico
Figura 2: Cancro gastrico [Fonte:airc.it]

I microrganismi correlati alla mucosa gastrica sono EnterococcusPseudomonasStaphylococcus e Stomatococcus. La composizione del microbiota gastrico risulta essere altamente eterogeneo e variabile tra gli individui. Sono stati identificati un totale di 266 generi batterici. Tuttavia, sono cinque i phyla principali nello stomaco: FirmicutesBacteroidetesActinomycetesClostridium e Proteobacteria.

Helicobacter non pylori

Sono state individuate in una minoranza di pazienti umani sottoposti a gastroscopia, Helicobacter non pylori con morfologia a spirale simile a un cavatappi, (molto diversa da quella di H. pylori), che sono state associate alla gastrite. Costituiscono un gruppo eterogeneo di specie batteriche note per colonizzare la mucosa gastrica di diversi animali.

Il batterio Gastrospirillum hominis, detto anche H.heilmanii si trova comunemente nei gatti e nei cani che rappresentano potenziali ospiti zoonotici e può infettare anche l’uomo, causando una lieve gastrite cronica. È stato associato a linfoma gastrico primitivo di basso grado nell’uomo.

Quest’ultimo è stato suddiviso in due taxa, di tipo 1 e 2 .

  • H. heilmannii tipo 1 sono identici a H. suis che colonizza lo stomaco dei maiali. 
  • H. heilmannii tipo 2 rappresenta un gruppo di specie note per colonizzare la mucosa gastrica di cani e gatti e comprende H. felis, H. bizzozeronii, H. salomonis, H. cynogastricus, H. baculiformis.
Infezione da Helicobacter heilmanii
Figura 3: Infezione da H.heilmanii [Fonte:gastroscan.ru]

Si trova nella parte più profonda delle fossette gastriche di pazienti umani a differenza H.pylori che colonizza più frequentemente lo strato epiteliale della mucosa.

H. suis è una specie batterica naturalmente ospitata dai maiali, è la seconda specie di Helicobacter più diffusa nello stomaco umano. Gli esseri umani sono spesso infettati da H. pylori durante l’infanzia ma raramente nell’età adulta; al contrario, la via e il periodo dell’infezione da H. suis nell’uomo sono ancora completamente sconosciuti. Se H. pylori viene trasmesso da uomo a uomo, gli Helicobacter non pylori sono agenti zoonotici di cui gli animali sono il serbatoio naturale.

H.felis invece, è un batterio che è stato isolato dai gatti ed è associabile alla gastrite umana. Nei topi infettati da H.felis si sviluppa una lesione gastrica simile a un linfoma che, se trattata con antimicrobici, riduce lo sviluppo di tali lesioni.

Infezione da helicobacter felis
Figura 4: Infezione da H. felis [Fonte:journals.asm.org]

Conclusioni

Questi Helicobacter colonizzano naturalmente le cripte intestinali e spesso sono associati a diarrea, batteriemia, colecistite ed epatite. Lo studio dei batteri gastrici offre alla comunità scientifica un’opportunità per comprendere al meglio la relazione ecologica tra batteri che colonizzano persistentemente il tratto gastrointestinale e il loro effetto sull’ospite. È importante studiare l’epidemiologia e il potenziale zoonotico degli helicobacter, nonché identificare nuovi ceppi per sviluppare varie modalità terapeutiche e profilattiche per sradicare e prevenire le malattie gastrointestinali negli esseri umani.

Fonti

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