Methanobacterium

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Il genere Methanobacterium include un insieme di microrganismi metanogeni idrogenotrofici. Nonostante siano ubiquitari in natura, si ritrovano più frequentemente in ambienti caldi e nicchie prevalentemente anossiche. Da un punto di vista morfologico, le cellule appaiono a forma di bastoncini dritti o ricurvi e, nella maggior parte dei casi non mostrano motilità. Inoltre le diverse specie presentano un’ampia gamma e variazione nelle caratteristiche fenotipiche e genomiche, incluso le diverse condizioni di crescita. Tutte le specie sono in grado di ridurre la CO2 e di generare metano, mediante l’ossidazione di H2. Tuttavia alcuni ceppi possono utilizzare il formiato, alcoli secondari, o altri composti.

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Methanospirillum hungatei

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Methanospirillum hungatei è la specie rappresentativa del genere Methanospirillum. Si tratta di un archea metanogeno e strettamente anerobio.
Questo microrganismo è ubiquitario in natura ed è spesso rilevato negli ecosistemi in cui la sintofia è essenziale. E’ ampiamente utilizzato nel processo di digestione anerobica di rifiuti organici. Nello specifico M.hungatei interviene come membro terminale dell’intero processo attraverso la produzione di metano.

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Pyrococcus furiosus: un microrganismo estremo e sorprendente

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Pyrococcus furiosus è un microrganismo estremofilo, isolato per la prima sull’isola di Vulcano. La capacità di crescere a temperature estremamente elevate, la presenza di enzimi termostabili e le insolite reazioni metaboliche lo rendono un organismo modello ampiamente studiato. Oltre a ciò questo microrganismo si adatta facilmente a manipolazioni genetiche sperimentali, ed è pertanto utilizzato a scopi industriali, per la produzione di sostanze chimiche e combustibili.

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Archaeoglobus

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I rappresentanti del genere Archaeoglobus sono microrganismi ipertermofili e svolgono un ruolo essenziale nel ciclo biogeochimico dello zolfo. Questo genere appartiene al dominio degli Archaea e al phylum degli Euryarchaeota; allo stato attuale comprende cinque specie validamente pubblicate ed una non ancora completamente descritta. A. fulgidus è la specie rappresentativa ed una ferritina da esso posseduta, nota come AfFt, sta suscitando particolare interesse per le sue promettenti applicazioni in campo medico.

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