Tessuto nervoso

I tessuti

Prima di parlare del tessuto nervoso, vediamo cosa è propriamente un “tessuto“. Per definizione è un insieme di cellule che si organizzano a formare una struttura complessa, adibita a funzioni specifiche. Nel corpo umano distinguiamo diversi tessuti:

  • Tessuto Epiteliale
  • Tessuto Connettivo
  • Tessuto Nervoso
  • Tessuto Muscolare

I tessuti, si organizzano tra loro a formare organi, che a loro volta cooperano per costruire i cosiddetti “sistemi” o “apparati“.

Come è costituito un tessuto

Un tessuto, come appena spiegato, è composto da cellule che possono avere origine identica o differente in base alle specializzazioni che acquisiranno. La cellula è l’unità fondamentale degli esseri viventi, vera fonte di energia e di processi biologici che ci permettono la vita. Il nostro corpo è formato da molti miliardi di cellule che crescono, si duplicano, lavorano, cooperano e si rinnovano in continuazione. Nasciamo da un’unica cellula che mediante divisioni consecutive forma il corpo per intero! Tutti i tessuti hanno quindi derivazione embrionale e mediante i cosiddetti “foglietti embrionali“: endoderma, mesoderma, ectoderma, si origineranno i vari tessuti, organi ed apparati.

L’origine del tessuto nervoso

Il tessuto nervoso origina dall’ectoderma, il quale durante il processo di neurulazione, origina il sistema nervoso. Il suo sviluppo nell’uomo inizia a partire dalla terza settimana post-fecondazione, e la differenziazione neurale tra la dodicesima e sedicesima settimana embrionale. Il termine dello sviluppo cerebrale però non avviene solo in età embrionale, infatti alcune aree terminano il processo dopo la nascita (per esempio il cervelletto matura nel corso del primo anno del bambino).

Come è organizzato il tessuto nervoso

Le cellule che compongono il tessuto nervoso si dividono in:

  • Neuroni: cellule deputate all’impulso nervoso
  • Cellule gliali: cellule di struttura e sostegno
Figura 1: le diverse cellule che compongono il tessuto nervoso  [Fontehttps://www.chimica-online.it/biologia/tessuto-nervoso.htm]
Figura 1: le diverse cellule che compongono il tessuto nervoso [Fontehttps://www.chimica-online.it/biologia/tessuto-nervoso.htm]

I neuroni

Il neurone è la vera e propria cellula che si occupa di ricevere ed elaborare l’impulso nervoso. Tutti i segnali che il nostro corpo scambia con l’ambiente circostante vengono processate esattamente nel cervello ad una velocità incredibile, nell’arco di pochi millisecondi.

I neuroni sono composti da varie strutture tipiche (Fig.2): i dendriti, diramazioni atte a ricevere l’impulso nervoso (elettrico o chimico), lo inviano al soma o corpo cellulare, sede energetica della cellula dove troviamo tutti i componenti principali (organelli) ed infine il segnale viene propagato lungo l’assone. L’assone è un prolungamento del neurone, costituito da mielina che aiuta l’impulso nervoso proteggendo l’informazione e permettendone una conduzione velocissima. Al termine dell’assone troviamo i bottoni sinaptici, dove avviene la sinapsi: punto di incontro tra due cellule nervose.

Figura 2: Struttura dettagliata di un neurone [fonte: https://scienze.diginsegno.it/app/books/CPAC00_DGMESCIE53/html/143]
Figura 2: Struttura dettagliata di un neurone [Fonte: https://scienze.diginsegno.it/app/books/CPAC00_DGMESCIE53/html/143]

Le cellule gliali

Hanno una funzione piu che altro strutturale per il sistema nervoso in quanto in base alla popolazione che prendiamo in considerazione, distinguiamo una diversa funzione che può essere di sostegno, nutrimento o immunitaria.

  • Astrociti
  • Oligodendrociti (sistema nervoso centrale) e Cellule di Schwann (sistema nervoso periferico)
  • Microglia
  • Cellule ependimali

Astrociti

Gli astrociti (Fig.3) formano la maggior parte della glia. Essendo la popolazione più abbondante ricoprono un ruolo fondamentale: permettono il nutrimento di tutte le altre cellule e quindi del tessuto nervoso stesso. Formano una fitta rete tra i neuroni, riempiendo gli spazi tra le cellule e controllando finemente il contenuto chimico dell’ambiente extracellulare. La loro capacità di apportare il nutrimento è data dai loro prolungamenti in grado di entrare in contatto con i capillari sanguigni e pertanto sono anche i responsabili della formazione della barriera ematoencefalica (BEE).

Figura 3: struttura di un astrocita [Fonte: https://www.galileonet.it/astrociti-comunicano/
Figura 3: struttura di un astrocita [Fonte: https://www.galileonet.it/astrociti-comunicano/]

Oligodendrociti e Celule di Schwann

Queste cellule responsabili della formazione dell’involucro di mielina attorno all’assone. Distinguiamo gli oligodendrociti che ricoprono gli assoni nel sistema nervoso centrale (SNC) e le cellule di Schwann con medesima funzione ma nel sistema nervoso periferico (SNP). Hanno la stessa funzione ma la capacità è diversa, infatti gli oligodendrociti possono estendersi e rivestire molteplici assoni ma le cellule di Schwann sono in grado di rivestire un solo prolungamento assonico. Lungo tutta la guaina mielinica (Fig.4) distinguiamo delle interruzioni chiamate “nodi di Ranvier” che sono responsabili della rapidità della conduzione dell’impulso in quanto il segnale elettrico viaggia lungo l’assone saltando da un nodo di Ranvier all’altro.

Figura 4: Oligodendrociti e Cellule di Schwann [Fonte:https://www.chimica-online.it/biologia/mielina.htm]
Figura 4: Oligodendrociti e Cellule di Schwann [Fonte:https://www.chimica-online.it/biologia/mielina.htm]

Microglia

Le cellule della microglia, deputate alla funzione immunitaria del tessuto nervoso, hanno una derivazione embrionale differente rispetto alle altre componenti, originano infatti dal mesoderma e non dall’ectoderma. Queste operano come “fagociti” ovvero cellule in grado di rimuovere neuroni degenerati o morti. Per questo motivo sono cellule molto attive, in costante movimento, utile a garantire una sorveglianza attiva di tutto il sistema che è così strettamente controllato. Nonostante un primo sistema di sorveglianza sia costituito dalla BEE, se agenti patogeni o infettivi riescono ad oltrepassarla ed arrivare al cervello, la microglia (Fig.6) entra immediatamente in azione cercando di riconoscere l’agente estraneo e funzionare come cellule APC (cellule presentanti l’antigene).

Le cellule ependimali

Vediamo infine le cellule ependimali, non meno importanti in quanto senza il loro lavoro non si avrebbero alcune funzioni omeostatiche del tessuto nervoso. Sono cratterizzate da appendici cellulari dette ciglia che grazie al loro movimento ondulatorio permettono il fluire del liquido cefalorachidiano. Sono cellule non del tutto conosciute ma si sa per certo che formano una fitta rete in stretta connessione con gli astrociti e sembrano essere coinvolte anche in parte in meccanismi di rigenerazione neurale. Hanno in realtà natura epiteliale e rivestono i ventricoli del cervello, dove formano i plessi coroidei e il condotto centrale del midollo spinale.

Le patologie a carico del tessuto nervoso

Per elencare ed illustrare in modo dettagliato tutte le patologie, avremmo bisogno di entrare troppo nello specifico della materia. Il cervello è talmente tanto complesso da essere ancora incompreso per alcuni aspetti, patologie comprese. Attualmente la ricerca sta facendo grandissimi progressi in campo neurologico, cercando di apportare sempre miglioramenti nella risoluzione di alcune patologie più frequenti. Sicuramente tra le malattie che sentiamo nominare più spesso ci sono quelle demielinizzanti, caratterizzate da una perdita progressiva e massiccia della guaina mielinica. Queste patologie sono molto gravi ed invalidanti perchè compromettono la conduzione nervosa arrecando disturbi motori di vario genere. Un classico esempio di queste malattie è la sclerosi multipla.

Ci sono poi le Neuropatie autoimmuni che sono patologie relative ad un mal funzionamento del sistema immunitario che non riuscendo a riconoscere le proprie cellule, le attacca come se fossero estranee. Questo tipo di patologie porta dunque alla distruzione delle guaine mieliniche o delle strutture presenti nei gangli e nei nervi. Ne è un esempio la sindrome di Guillain-Barré.

La rigenerazione del tessuto nervoso

Al contrario di quanto si pensava fino a qualche decennio fa, è ormai noto che il tessuto nervoso non è statico e immutato bensì si può modificare nel tempo e anche rigenerare. Nel sistema nervoso centrale sono note due “nicchie” di cellule staminali e sono: la zona subventricolare e la zona subgranulare. Dalle ricerche è emerso che a seguito di alcuni traumi riportati al tessuto nervoso, questo sia in grado di ripararsi autonomamente ricorrendo proprio a queste cellule staminali.

La plasticità neurale

La capacità di rigenerazione neurale e la sua efficienza è ancora argomento di intensi studi, sappiamo però che ci sono degli eventi di plasticità neurale. La plasticità è un fenomeno per il quale il cervello è in grado di modificare le proprie connessioni, rafforzandole o creandone di nuove a seguito di meccanismi di apprendimento e sperimentazione di nuove esperienze. Quando il corpo si interfaccia con l’ambiente esterno, mediante azioni ripetute, riesce a rafforzare delle sinapsi preesistenti (ad esempio con l’allenamento di una determinata azione) o crearne di nuove mediante l’apprendimento. La neuroplasticità è fondamentale nei primissimi anni di vita, quando si iniziano a utilizzare le prime strutture coinvolte nell’elaborazione dello spazio che ci circonda e quindi vista, udito, olfatto e tatto, nonchè movimento. La plasticità neuronale è stata perlopiù osservata nelle aree deputate alla memoria e dunque nell’ippocampo dove sono stati condotti numerosi esperimenti atti a confermarne la dinamicità.

Plasticità alleata della psicoterapia

Il cervello va visto e considerato nella sua interezza e dunque dobbiamo riconoscerlo oltre che per la sua caratterizzazione biologica anche come un sistema complesso di elaborazione del pensiero che da origine al comportamento. Il comportamento si evolve durante la vita a seguito di esperienze quotidiane che ne definiscono anche il profilo psicologico. Nonostante condividiamo biologicamente le stesse strutture anatomiche, ci sono differenze comportamentali e psicologiche infinite tra un individuo e l’altro. Per migliorare la propria qualità di vita alcune persone che ne sentono il bisogno ricorrono ad aiuti di specialisti quali psicologi e psicoterapeuti. Queste figure sono importanti per rieducare l’approccio di un paziente verso un disagio emotivo/psicologico che manifesta. Recentemente sono stati raggiunti grandi traguardi da una branca della psicoterapia (cognitivo-comportamentale) che attua tecniche promettenti nei casi in cui si debba rielaborare il comportamento, sfruttando gli esercizi uniti alle emozioni.

Tecniche cognitivo-comportamentali

Uno dei maggiori succesi è stato raggiunto dalla ristutturazione cognitiva in pazienti affetti da fobie particolari, i quali, sottoponendosi a tecniche cognitivo-comportamentali sono riusciti a superare il pensiero traumatico legato alla fobia, determinando quindi un vero e proprio stravolgimento nei confronti dell’esperienza temuta. Tali approcci sono stati molto efficaci anche nei disturbi di ansia, strettamente legati alla neurobiologia in quanto nascono da meccanismi primordiali di “attaco e fuga” controllati perlopiù dall’amigdala. Il cervello in questi casi riconosce un segnale di allarme atto ad innescare un meccanismo di difesa ma ad oggi, in alcune situazioni, risulta essere sovraregolato e dunque disfunzionale a livello psicologico. Lavorando emotivamente sul versante cognitivo-comportamentale i pazienti riescono a “rimodellare” l’entità dell’esperienza ansiogena grazie proprio alla neuroplasticità che permette di riadattare il comportamento e ridimensionato lo stimolo.

per approfondimenti: https://www.stateofmind.it/2015/10/plasticita-neurale-psicoterapia/4/

Fonti

Crediti immagini

Foto dell'autore

Valentina Pisano

Sono una Biologa Cellulare e Molecolare, appassionata di divulgazione scientifica. Mi piace tutto ciò che riguarda la scienza e ritengo fondamentale tenersi sempre aggiornati al meglio!Ho iniziato fin da subito ad interessarmi alle cellule staminali nel campo della rigenerazione neurale, oggetto della mia tesi triennale. In seguito Il mio focus di ricerca si è incentrato sullo studio del Medulloblastoma Radioindotto e i meccanismi che ne controllano l'insorgenza. Questo studio mi ha portato alla produzione del mio lavoro di tesi magistrale presso il centro di ricerca ENEA.

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