Afasia

L’afasia (dal greco ἀφασία = non parola) è la perdita della capacità di comporre o comprendere il linguaggio. Non rientrano nelle afasie disturbi del linguaggio causati da deficit sensoriali primari, da deficit intellettivi, da disturbi psichiatrici o da debolezza dell’apparato muscolo-scheletrico.

Descrizione dell’afasia

L’afasia si può suddividere genericamente in afasia recettiva (sensoriale, fluente o di Wernicke) e afasia espressiva (motoria, non fluente o di Broca) (Fig.1). Andando nel particolare, le tipologie di afasia sono numerose e tra queste possiamo avere:

  • A. completa, perdita totale della capacità di esprimere i pensieri e di capire il linguaggio scritto o parlato
  • A. con barbugliamento, deformazione e trasposizione di sillabe e parole o con uso di parole formate correttamente, ma inappropriate, e quindi con un discorso incomprensibile
  • Afasia di Broca o espressiva, perdita della capacità di esprimere i pensieri con le parole, nonostante sia intatta la comprensione del linguaggio scritto o parlato. Nelle forme complete il paziente può restare muto, nelle forme meno severe si ha esitazione nel linguaggio spontaneo; di solito si associa ad agrafia
  • A. di conduzione, forma caratterizzata da fluidità nel linguaggio con parafasia (uso di parole non corrette) e dalla normale o quasi comprensione del linguaggio parlato. Mentre c’è una ripetizione molto alterata di parole o frasi, con difficoltà in genere nel nominare persone e oggetti
  • A. di Lichtheim, variante dell’afasia di Broca, con perdita totale del linguaggio spontaneo e conservazione della capacità di ripetere le parole che il paziente impara e/o la capacità di indicare con le dita della mano il numero delle sillabe della parola a cui sta pensando
  • Afasia di Wernicke, forma comune di afasia sensoria e recettiva, per una lesione dell’area di Wernicke che è situata nel lobo temporale dominante; si manifesta con perdita della capacità di comprendere parole e frasi e difficoltà nel ripetere su dettatura. Il discorso spontaneo è fluente, ma inappropriato, con uso di parole scorrette o in successione sbagliata, per cui si ha un linguaggio poco comprensibile (gergo), mentre in genere l’articolazione è normale; lettura e scrittura sono molto alterate e, a causa del tipo di lesione, è spesso presente un’emianopsia
  • A. fluente, qualsiasi forma di afasia sensoria, come l’afasia gergale, in cui c’è un flusso fluente ma senza significato delle parole
  • Afasia. globale, difetti di tutti i processi, sia espressivi che ricettivi, necessari al linguaggio o alla comunicazione verbale
  • A. mista, qualsiasi afasia in cui c’è combinazione di deficit espressivi (motori) e recettivi (sensoriali)
  • A. motoria pura, forma ristretta di afasia di Broca, in cui il paziente è incapace solo di esprimere in parole i pensieri, conservando la comprensione del linguaggio scritto o parlato e la capacità di scrivere. Spesso il paziente dispone di poche parole, che esprime in maniera esitante e ripetitiva, il discorso può essere telegrafico o ridotto ad affermazioni stereotipate
  • A. nominale, incapacità di dare l’esatto nome a persone e oggetti, pur riconoscendoli o sapendone indicare l’esatto uso; non sono alterate la comprensione del linguaggio scritto e parlato, la scrittura sotto dettatura, la lettura ad alta voce e la ripetizione
  • A. semantica, incapacità di riconoscere il pieno significato di parole e frasi, per cui il paziente non comprende il significato di un racconto o non ne trae conclusioni logiche; spesso si associa l’incapacità di interpretare disegni e carte geografiche, con segni di agnosia topografica
  • Afasia sensoriale, qualsiasi forma di afasia con incapacità di comprendere il linguaggio parlato (sordità verbale), le parole stampate (cecità verbale), i gesti (amimia recettiva) o di distinguere suoni musicali (amusia recettiva)
  • A. sintattica, qualsiasi forma di afasia in cui la sintassi è alterata, gli esempi includono la perdita di preposizioni o di altre parole di connessione (agrammatismo) o l’uso di parole con una sequenza errata
  • A. transcorticale, forma in cui il discorso spontaneo e la comprensione delle parole possono essere alterati, sebbene persista la capacità di ripetere le parole su dettatura. È una varietà dell’afasia di conduzione, per una lesione della via che unisce le aree di Broca e di Wernicke.
Aree celebrali coinvolte nell'afasia
Figura 1 – Aree celebrali coinvolte nell’afasia Fonte [gastroepato.it]

Epidemiologia

In Italia, si fa riferimento a una stima elaborata dall’Aita (Associazione italiana afasici) che stima il numero totale in 150.000 casi e il numero dei nuovi casi in 20.000 l’anno.

Patogenesi e fattori di rischio

Qualsiasi disturbo cerebrale è in grado di causare un’afasia a patto che interessi l’emisfero dominante e le strutture deputate all’elaborazione del linguaggio. In ordine di frequenza si hanno:

  • Infarti cerebrali: riguardanti solitamente rammollimenti dei territori dell’arteria silviana, della arteria cerebrale anteriore sinistra o della arteria cerebrale posteriore; causano un’insorgenza grave acuta
  • Attacco ischemico transitorio: in cui l’afasia regredisce nel corso di alcune ore
  • Emorragie cerebrali: grandi emorragie dei nuclei centrali, ematomi lobari, ma anche piccole emorragie talamiche
  • Processi espansivi (di solito tumori): emisferici sinistri, frontali o temporali, che causano un’afasia progressiva
  • Processi degenerativi (atrofie cerebrali): caratterizzati da un progressivo deterioramento mentale in cui i disturbi del linguaggio rappresentano solo una parte dei sintomi
  • Sclerosi multipla
  • Traumi cranici: che sono responsabili di ematomi intracranici, contusioni cerebrali e trombosi arteriosa post-traumatica (carotide interna e arteria silviana)
  • Processi infettivi: responsabili di un ascesso cerebrale o di un’encefalite
  • Crisi epilettica parziale: che può produrre afasie dell’ordine del minuto.
  • Attacco di emicrania: con aura, nella sua fase prodromica (15-30 minuti)

Caratteristiche cliniche

Il paziente non riesce a trovare le parole giuste, oppure le parole vengono trovate facilmente ma il paziente non è in grado di comporre frasi corrette dal punto di vista grammaticale.

Spesso invece, le parole vengono articolate in modo non corretto, magari solo avvicinandosi al suono alla parola che si voleva esprimere. Questo accade perché disturbi motori possono accompagnare la condizione di afasia, e ciò si ripercuote anche nell’articolazione della parola.

Diagnosi dell’afasia

La diagnosi avviene a livello clinico. E’ necessaria per identificare il tipo di afasia e per differenziare questo disturbo da eventuali problemi di comunicazione che possono derivare da problemi di udito o visivi, o da abilità motorie nella scrittura.

I test del paziente per identificare i deficit specifici devono comprendere la valutazione dei seguenti elementi:

  • Linguaggio spontaneo: viene valutato la fluenza, numero di parole pronunciate, presenza di errori spontanei, pause dovute alla ricerca delle parole, esitazioni e prosodia
  • Denominazione: ai pazienti viene chiesto di denominare gli oggetti; coloro che hanno difficoltà di denominazione spesso usano circonlocuzioni (p. es., “quello che si utilizza per contare il tempo” per “orologio”)
  • Ripetizione: ripetizione di frasi grammaticalmente complesse (p. es., “senza se e senza ma”).
  • Comprensione: ai pazienti viene chiesto di indicare gli oggetti nominati dal medico, e rispondere a quesiti semplici e complessi che richiedano una risposta tipo “si” o “no”.
  • Lettura e scrittura: ai pazienti viene chiesto di scrivere spontaneamente e leggere ad alta voce, sono inoltre valutati comprensione della lettura, ortografia e scrittura sotto dettatura.

Il paziente può essere sottoposto a test neuropsicologici, che servono per identificare gradi di disfunzione più leggeri, pianificare il trattamento e valutare il possibile recupero. Ma anche può essere sottoposto ad esami neuroradiologici (TC o RM) per verificare eventuali lesioni quali emorragie, infarti o masse anomale.

Trattamento e prevenzione

Nella maggior parte dei casi, tuttavia, la terapia linguistica dovrebbe iniziare il più presto possibile ed essere adattata alle esigenze individuali del paziente, la terapia si impegna a migliorare la capacità dell’individuo di comunicare aiutando la persona a utilizzare le capacità rimanenti, a ripristinare il più possibile le abilità linguistiche, a compensare i problemi linguistici e ad apprendere altri metodi di comunicazione.

Tale terapia con un logopedista comporta ampi esercizi in cui i pazienti leggono, scrivono, seguono le indicazioni e ripetono ciò che sentono; la terapia assistita da computer può integrare la terapia linguistica standard.

Dr. Giosuè Ruggiano

Fonti

Foto dell'autore

giosuè ruggiano

Autore di Microbiologia Italia. Sono un medico veterinario, spec. in fisiopatologia della riproduzione; da sempre appassionato di divulgazione scientifica e ricerca.

Hai suggerimenti che possano aumentare la qualità dei nostri contenuti sul sito di Microbiologia Italia o vuoi fornirci dei feedback per fare sempre meglio? Contattaci. Diffondi la scienza con noi e seguici su FacebookInstagramLinkedIn, TikTok, Twitter, Telegram e Pinterest. Ti piacciono i nostri articoli? Aiutaci con una Donazione o iscriviti alla nostra Newsletter ufficiale e potrai ricevere gratuitamente i fantastici articoli che giornalmente verranno pubblicati sul sito.

Rispondi