Bartonellosi: L’angiomatosi bacillare

Foto dell'autore

By Sascha Greguoldo

Questo gruppo di malattie è causato da batteri del genere Bartonella e comprende: la malattia da graffio di gatto, la malattia di Carrion, la febbre delle trincee e l’angiomatosi bacillare; quest’ultima forma morbosa è trattata nel presente articolo.

Caratteristiche dell’angiomatosi bacillare

L’angiomatosi bacillare è una malattia rara caratterizzata da alterazioni della pelle o degli organi interni dovute alla formazione anomala di nuovi vasi sanguigni.

Eziologia e patogenesi

Gli agenti eziologici dell’angiomatosi bacillare sono Bartonella henselae e Bartonella quintana. Si tratta di due specie di batteri Gram-negativi di forma allungata. Poiché B. henselae viene trasmesso principalmente dai gatti agli esseri umani tramite graffi o morsi, questi animali domestici vengono ritenuti la specie serbatoio per questa malattia. I gatti a loro volta si infettano a causa delle pulci (Ctenocephalides felis) che tramettono loro sia B. henselae sia B. quintana. Tuttavia, probabilmente anche le stesse pulci, attraverso le loro feci, possono trasmettere questi batteri patogeni direttamente agli esseri umani, come è stato segnalato per le zecche. B. quintana, è trasmesso anche dai pidocchi (Pediculus humanus).

Una volta nel sangue i batteri aderiscono ai globuli rossi o ai globuli bianchi attraverso dei recettori di membrana. Interi gruppi di batteri vengono inglobati dalle cellule dell’ospite all’interno di vacuoli. All’interno della cellula i batteri sono in grado di sopravvivere resistendo agli enzimi digestivi lisosomiali. L’azione patogena consiste nell’indurre una proliferazione anomala dei capillari sanguigni con formazione di masse di cellule, simili per aspetto a dei tumori, che compaiono come macchie sulla cute. Meno frequentemente si verifica lo stesso fenomeno anche negli altri tessuti dell’organismo.

I batteri del genere Bartonella sono infatti in grado di rilasciare fattori che stimolano le cellule delle pareti dei vasi sanguigni a produrre angiopoietina-2 e le cellule della cute a liberare VEGF (fattore di crescita degli endoteli vascolari). L’angiopoietina-2 e il VEGF a loro volta stimolano l’angiogenesi, cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni. I batteri inoltre inducono infiammazioni nei tessuti colpiti e attraggono in tali aree numerosi globuli bianchi chiamati neutrofili. Tuttavia essi possono rimanere nascosti al sistema immunitario all’interno dei globuli rossi e sono anche in grado di attenuare la risposta immunitaria, dando luogo a un’infezione cronica asintomatica.

Segni e sintomi

Sintomi cutanei

Numerose papule e noduli violacei su braccia e tronco di un paziente di 65 anni sottoposto a trapianto renale. Il paziente ha confermato di aver avuto contatti con dei gatti prima della comparsa delle lesioni cutanee
Figura 1 – Numerose papule e noduli violacei su braccia e tronco di un paziente di 65 anni sottoposto a trapianto renale. Il paziente ha riferito di aver avuto contatti con dei gatti prima della comparsa delle lesioni cutanee [Fonte: Ngan, 2021].

I sintomi dell’angiomatosi bacillare, sono:

  • febbre e
  • lesioni della pelle:
    • eruzioni rilevate rosso-violacee e tondeggianti chiamate papule (Fig. 1), di dimensioni variabili da 1 mm a qualche cm.
    • placche cutanee violacee,
    • noduli sottocutanei violacei, provocati solo da B. quintana,
    • presenza di ulcerazioni simili ad ascessi batterici, con eventuale sanguinamento.

Peliosi bacillare

La forma cutanea di angiomatosi bacillare, sembra essere quella più comune, ma ci possono essere ripercussioni negative anche su altri organi. Ad esempio, se l’organo colpito è il fegato o la milza, i pazienti presenteranno un ingrossamento di quell’organo. In questo caso si parla di peliosi bacillare (Fig. 2): una forma morbosa provocata da B. henselae caratterizzata dalla presenza di cisti con ristagni di sangue venoso all’interno del tessuto del fegato o della milza. La peliosi bacillare è accompagnata da sintomi come nausea, vomito, diarrea, dolore addominale e conseguente perdita di peso. L’interessamento del fegato è ulteriormente confermato da alti livelli ematici della fosfatasi alcalina e talvolta anche delle transaminasi.

Tomografie computerizzate dello stesso paziente affetto da peliosi epatica e a 7 anni dalla completa
Figura 2 – Tomografie computerizzate dello stesso paziente affetto da peliosi epatica e a 7 anni dalla completa guarigione [Fonte: Braegel, 2015].

Coinvolgimento di altri organi

Se la malattia va a interessare le ossa (Fig. 3), le persone colpite presenteranno delle tipiche erosioni indolori al rivestimento esterno delle ossa (periostio) causate solo da B. quintana. In questi casi le ossa più colpite sono quelle lunghe come la tibia o il radio. Qualora invece la malattia colpisca l’apparato respiratorio, ci saranno ostruzioni, lesioni alle vie aeree e polmonite interstiziale. Nel sangue dei pazienti affetti da angiomatosi bacillare si riscontra la presenza delle forme batteriche del genere Bartonella responsabili dell’infezione, le quali possono persistere per molto tempo anche in assenza di lesioni cutanee.

Immagine degli arti inferiori di un paziente di 32 anni sieropositivo all'HIV affetto da angiomatosi bacillare ottenuta attraverso la risonanza magnetica
Figura 3 – Immagine degli arti inferiori di un paziente di 32 anni sieropositivo all’HIV ottenuta attraverso la risonanza magnetica [Fonte: Gomez-Jorge et al., 1996].

Epidemiologia dell’angiomatosi bacillare

L’angiomatosi bacillare è una malattia rara, che è stata scoperta per la prima volta in soggetti maschi adulti sieropositivi all’HIV (virus dell’immunodeficienza umana), con stato avanzato di immunodeficienza, evidenziato da bassi livelli di linfociti T helper. Da quando la malattia è stata scoperta, l’incidenza dell’angiomatosi bacillare nei pazienti affetti da HIV, si è ulteriormente ridotta a pochi casi sporadici grazie alla terapia HAART (terapia antiretrovirale altamente attiva).

Tuttavia, questa malattia è stata riscontrata pure in pazienti non sieropositivi all’HIV e anche in donne e bambini. Alcune categorie particolarmente esposte sono: i pazienti che hanno subito un trapianto d’organo, quelli con leucemia e coloro i quali si sottopongono a chemioterapia. In tutti questi casi si verifica una soppressione del sistema immunitario che riduce la quantità di linfociti T helper. L’angiomatosi bacillare è stata anche associata ai morsi e ai graffi dei gatti; associazione che si verifica più frequentemente in caso di gatti cuccioli rispetto che con gatti adulti. Comunque, un terzo dei pazienti affetti da angiomatosi bacillare, non ha mai avuto contatti con i felini, perciò si ritiene che l’infezione possa provenire sia dall’ambiente per contatto diretto, sia tramite insetti-vettore come le pulci del gatto, le quali attaccano anche gli esseri umani. Se l’angiomatosi bacillare non viene trattata, benché essa sia una malattia curabile, potrebbe risultare fatale.

Diagnosi

La diagnosi si basa sull’evidenza dei segni clinici ed è confermata dai risultati della biopsia. I campioni prelevati vengono posti su vetrini da microscopia e colorati attraverso diverse metodiche. La colorazione maggiormente utilizzata è la Warthin-Starry, che serve a confermare la diagnosi di angiomatosi bacillare e la presenza dei batteri patogeni i quali appaiono come ammassi di cellule di forma tondeggiante o leggermente allungata.

Test strumentali e di laboratorio

La crescita di B. henselae e B. quintana su terreni di coltura è possibile ma è difficile e lenta tanto che, per rilevare la presenza di questi microrganismi nei campioni di sangue seminati su agar cioccolato, occorrono almeno 12-14 giorni. Per queste ragioni, i terreni di coltura non vengono utilizzati nella pratica clinica, allo scopo di rilevare la presenza degli agenti dell’angiomatosi bacillare. Tra le tecniche che prevedono l’impiego di anticorpi, la più utilizzata è l’immunofluorescenza. Per confermare la diagnosi di angiomatosi bacillare occorre un titolo di IgG specifico per B. henselae superiore a 1:64. Un’ulteriore metodica diagnostica ancora più affidabile consiste nell’individuazione del DNA dei patogeni mediante la PCR.

Terapia dell’angiomatosi bacillare

La terapia consiste nell’assunzione di 500 mg di eritromicina per 4 volte al giorno. L’assunzione regolare di eritromicina determina la scomparsa delle eruzioni cutanee in 2 o 3 mesi, con guarigione completa. L’eritromicina può essere assunta oralmente, ma nei casi più gravi si preferisce l’iniezione endovenosa. In realtà i trattamenti possono durare anche per diversi mesi o anni, perché la durata della terapia dipende dallo stato immunologico del paziente, dalla diffusione dei patogeni nell’organismo e dalla presenza simultanea di altre malattie. Nei pazienti con immunodeficienza invece, si somministra doxiciclina in combinazione con eritromicina o con rifamicine.

In caso di intolleranza all’eritromicina o alla doxiciclina, possono essere prescritte azitromicina o claritromicina, ma se dopo 3 o 4 settimane questi trattamenti non fossero efficaci occorrerà assumere della tetraciclina e nei casi di infezione grave si raccomanda l’assunzione di un antibiotico battericida. Se, nonostante tutto, il trattamento si protraesse per un periodo di tempo insufficiente, potrebbe verificarsi una ricaduta della malattia. L’uso degli antibiotici ha però alcune controindicazioni. La morte dei batteri dovuta agli antibiotici può comportare una reazione avversa data dal rilascio di notevoli quantità di endotossine contenute nei batteri stessi. Inoltre l’uso massiccio di antibiotici può comportare l’insorgere del fenomeno dell’antibiotico-resistenza.

Fonti

  • Cockerell CJ, Whitlow MA, Webster GF, Friedman-Kien AE. Epithelioid angiomatosis: a distinct vascular disorder in patients with the acquired immunodeficiency syndrome or AIDS-related complex. Lancet. 1987 Sep 19;2(8560):654-6.
  • Manders SM. Bacillary angiomatosis. Clin Dermatol. 1996 May-Jun;14(3):295-9.
  • Maurin M, Raoult D. Bartonella (Rochalimaea) quintana infections. Clin Microbiol Rev. 1996 Jul;9(3):273-92.
  • Koehler JE, Sanchez MA, Garrido CS, Whitfeld MJ, Chen FM, Berger TG et al. Molecular epidemiology of bartonella infections in patients with bacillary angiomatosis-peliosis. N Engl J Med. 1997 Dec 25;337(26):1876-83.
  • Mateen FJ, Newstead JC, McClean KL. Bacillary angiomatosis in an HIV-positive man with multiple risk factors: A clinical and epidemiological puzzle. Can J Infect Dis Med Microbiol. 2005 Jul;16(4):249-52.
  • Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine (2006) McGraw-Hill, ISBN 978-88-386-3917-3.
  • Petersen K, Earhart KC, Wallace MR. Bacillary angiomatosis in a patient with chronic lymphocytic leukemia. Infection. 2008 Oct;36(5):480-4.
  • Maguiña C, Guerra H, Ventosilla P. Bartonellosis. Clin Dermatol. 2009 May-Jun;27(3):271-80.
  • Akram SM, Anwar MY, Thandra KC, Rawla P. Bacillary Angiomatosis. [Updated 2023 Jul 4]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2025 Jan-. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK448092/
Crediti Immagini
  • Immagine in evidenza: https://www.microbiologiaitalia.it/wp-content/uploads/2025/03/batteri-intestinali.jpg
  • Figura 1: https://dermnetnz.org/assets/collection-O/Bacillary-angiomatosis/bacillary-angiomatosis-00003.jpg
  • Figura 2: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/7d/Peliosis_hepatis.png
  • Figura 3: https://link.springer.com/content/pdf/10.1007/s002560050125.pdf
Condividi l'articolo di Microbiologia Italia: