Le bartonellosi sono un gruppo di malattie, causate da batteri del genere Bartonella e comprendono: la malattia da graffio di gatto, la malattia di Carrion, l’angiomatosi bacillare e la febbre delle trincee; quest’ultima forma morbosa è trattata nel presente articolo.
Caratteristiche
La febbre delle trincee è una malattia infettiva provocata dal batterio aerobio Gram-negativo Bartonella quintana. La sua scoperta risale ai tempi della Prima Guerra Mondiale e per molto tempo la malattia è stata associata alla figura del soldato in trincea, oggi invece le persone maggiormente colpite sono i soggetti socialmente svantaggiati. Si stima che a quel tempo, oltre un milione di soldati avesse contratto la febbre delle trincee. La stessa bartonellosi, oltre a essere conosciuta come febbre delle trincee, possiede anche con altri nomi: febbre quintana, febbre tibiale, febbre degli stinchi, malattia di His-Werner e febbre della Volinia. Si tratta comunque di una malattia solitamente lieve e raramente fatale.
Eziologia e Patogenesi
B. quintana viene trasmesso all’essere umano per mezzo dei pidocchi (principalmente Pediculus humanus corporis, ma anche Pediculus humanus capitis e Pthirus pubis, Fig. 1) che ne costituiscono il serbatoio naturale. Il batterio contenuto nelle feci dei pidocchi penetra nell’organismo attraverso le lesioni delle pelle. Ne segue un periodo di incubazione di durata variabile da 5 a 20 giorni (più frequentemente 7-8 giorni).

Segni e Sintomi
L’esordio della malattia è variabile, perché esso può essere più o meno accompagnato da sintomi caratteristici. Pertanto, il decorso della malattia si suddivide in una prima fase asintomatica di 15-30 giorni, in cui B. quintana infetta i globuli rossi e i loro precursori nel midollo osseo, seguita da una fase in cui compaiono i sintomi.
I sintomi della malattia da Bartonella nota come febbre delle trincee, qualora presenti, sono:
- febbre ricorrente oltre i 38,4°C ogni 4-5 giorni (febbre quintana, Fig.2);
- sudorazione eccessiva;
- mal di testa;
- occhi arrossati;
- dolori: muscolari, alle articolazioni e alle ossa delle gambe, a volte il dolore può essere percepito anche al collo e alla colonna vertebrale;
- comparsa di eruzioni cutanee grandi fino a 1 cm, presenti in maniera raggruppata sulla pelle del tronco;
- ingrossamento della milza;
- spossatezza;
- mancanza di appetito, nausea, vomito e perdita di peso.

Tali sintomi perdurano da 2 fino a 6 settimane per un massimo di 8 episodi febbrili. In metà dei pazienti la malattia si ripresenta per mesi o addirittura per anni. Infatti, in alcuni pazienti c’è un’abbondante produzione di Interleuchina-10, una sostanza antinfiammatoria, che consente ai batteri di sopravvivere per anni trasportati dal sangue, senza procurare dei sintomi evidenti.
La complicanza più grave della febbre delle trincee è dovuta alla possibile infiammazione delle valvole cardiache (endocardite).
Epidemiologia
La bartonellosi nota come febbre delle trincee è una malattia generalmente rara, ma più frequente nelle situazioni di degrado urbano e ha una forte correlazione con la condizione dei senzatetto e con la mancanza di igiene personale. L’aumento del numero dei senzatetto e delle persone affette da AIDS ha fatto riemergere questa malattia dalle ombre della storia. Quindi è stata dimostrata la presenza di B. quintana nel sangue di persone senza fissa dimora sia negli Stati Uniti sia in Francia. Si stima che a Marsiglia il 14% dei senzatetto ne siano infetti senza però presentare alcun sintomo evidente. Inoltre in alcune di queste persone sono stati riportati casi di endocardite dovuti a B. quintana.
Diagnosi
I dati epidemiologici consentono di effettuare una prima diagnosi presuntiva di bartonellosi o malattia da febbre delle trincee, diagnosi che può essere confermata solo attraverso l’identificazione di B. quintana nei tessuti del paziente. Tuttavia, non è facile evidenziare la presenza di B. quintana attraverso i tradizionali terreni di coltura agarizzati, perché i batteri crescono lentamente e avrebbero bisogno di nutrienti specifici come vitamine e globuli rossi. Dunque, il sangue, prelevato dal paziente, viene trattato con EDTA, centrifugato e seminato su capsule Petri. Per B. quintana si utilizzano delle piastre di agar cioccolato, tenute in incubatore a 35°C al 5% di CO₂ per almeno 21 giorni. Su queste piastre i batteri formano delle colonie bianche e aderenti (Fig. 3). A causa di questa crescita particolarmente lenta, per ottenere una diagnosi, si impiegano oltre alle colture batteriologiche anche tecniche immunologiche e biomolecolari.

Test strumentali e di laboratorio
Il metodo maggiormente utilizzato per riconoscere un’infezione da B. quintana è l’immunofluorescenza indiretta. Altri test praticabili sono: la fissazione del complemento, l’emoagglutinazione e il test ELISA. Tuttavia, poiché la quantità e la specificità degli anticorpi risultano variabili, si raccomanda di eseguire altri test come il Western Blot con anticorpi secondari purificati e resi più specifici attraverso il cross-adsorbimento. Nei test di immunofluorescenza indiretta, nei pazienti con un titolo di IgG superiore a 1:50, viene diagnosticata un’infezione da Bartonella, se supera 1:256, la malattia è acuta, mentre se il titolo anticorpale supera 1:800, la febbre delle trincee evolve in endocardite. Nei pazienti con sospetta endocardite, in cui non sempre si evidenzia B. quintana attraverso la crescita in coltura, la Real Time PCR ha dimostrato dei risultati promettenti.
Terapia
La febbre delle trincee è una malattia autolimitante, cioè le persone infettate da Bartonella guariscono spontaneamente, senza bisogno di alcun trattamento. In passato si utilizzavano degli antibiotici come cloramfenicolo o tetraciclina, ottenendo dei buoni risultati. Attualmente per eliminare la persistenza di B. quintana nel circolo sanguigno, occorre assumere:
- gentamicina per via endovenosa (3 mg/kg di peso corporeo, una volta al giorno per 14 giorni) e
- doxiciclina per via orale (100 o 200 mg al giorno per 28 giorni).
Fonti
- Foucault C, Brouqui P, Raoult D. Bartonella quintana characteristics and clinical management. Emerg Infect Dis. 2006 Feb;12(2):217-23.
- Maguiña C, Guerra H, Ventosilla P. Bartonellosis. Clin Dermatol. 2009 May-Jun;27(3):271-80.
- Okorji O, Olarewaju O, Smith T, Pace WC. Trench Fever. 2024 Mar 13. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2025 Jan–.
Crediti Immagini
- Immagine in evidenza: https://www.worldwar1centennial.org/images/News/Trench_Fever/American_soldiers_in_trench.png
- Figura 1: https://media.springernature.com/full/springer-static/image/art%3A10.1186%2Fs40249-022-00986-w/MediaObjects/40249_2022_986_Fig2_HTML.png?as=webp
- Figura 2: https://c7.alamy.com/compit/2afhhm1/medicina-preventiva-e-igiene-o-una-divisione-durante-un-anno-la-febbre-di-trincea-e-stato-segnalato-soprattutto-nelle-fiandre-in-francia-andengland-ma-anche-dalle-truppe-in-iesopotamia-balcani-salonicco-1-hunt-g-h-e-rankin-a-c-febbre-intermittente-di-origine-oscura-oc-indurimento-tra-i-soldati-britannici-in-francia-the-lancet-nov-20-1915-p-1133-malattie-del-soldato-1245-sul-volhynian-anteriore-e-tra-austriaci-e-truppe-tedesche-sullaparte-anteriore-orientale-e-in-truppe-austriache-in-tirolo-definizione-trench-classica-comprende-un-grande-numero-di-casi-di-con-tinued-intermittente-irr-2afhhm1.jpg
- Figura 3: https://www.researchgate.net/profile/Jane-Koehler/publication/12304205/figure/fig2/AS:1086202748903424@1635982324102/Appearance-of-Left-Bartonella-henselae-and-Right-B-quintana-colonies-after-direct.ppm