Caratteristiche
Le bartonellosi sono malattie provocate da batteri del genere Bartonella. Esse comprendono un gruppo di zoonosi emergenti diffuse in seguito alla globalizzazione e alla migrazioni dei loro insetti vettore (pappataci, pulci e pidocchi). I loro nomi sono:
- la malattia di Carrion,
- la malattia da graffio di gatto,
- la febbre delle trincee e
- l’angiomatosi bacillare.
Questo articolo dedicherà più spazio alla malattia di Carrion, in considerazione della sua pericolosità e della sua importanza storica, e presenterà in maniera più concisa le altre forme di bartonellosi.
Eziologia e patogenesi
L’agente infettivo che provoca la malattia di Carrion è Bartonella bacilliformis. Si tratta di un batterio che viene trasmesso all’uomo attraverso la puntura dei pappataci della specie Lutzomyia verrucarum (Fig. 1), insetti che vivono nelle strette valli delle Ande, in prossimità dei fiumi, ad un’altitudine compresa tra 500 e 3200 metri di quota. Sono solo le femmine di questa specie a trasmettere il batterio quando si nutrono di sangue umano.

Segni e sintomi
La malattia di Carrion ha un decorso caratterizzato da tre stadi:
- una prima fase acuta, chiamata febbre di Oroya,
- una seconda fase asintomatica e
- una terza fase cronica detta verruca peruviana.
Tuttavia, un individuo può anche essere colpito solo da una delle due fasi sintomatiche della malattia, quella acuta o quella cronica.
La febbre di Oroya
La febbre di Oroya compare mediamente 60 giorni dopo la puntura da parte dell’insetto. Si tratta di una febbre intermittente, che non supera i 39°C, accompagnata da altri sintomi, come: pallore, mal di testa, dolori ad articolazioni e muscoli, oltre ad anemia emolitica. La distruzione dei globuli rossi provoca la liberazione nel liquido sanguigno dell’emoglobina, che viene scomposta liberando bilirubina. L’aumento della bilirubina come conseguenza fa assumere alla carnagione dei pazienti una caratteristica colorazione giallastra (ittero). Per poter rimuovere le sostanze e i detriti rilasciati dai globuli rossi morti, il fegato, la milza e i linfonodi aumentano le loro attività e quindi anche le loro dimensioni. Nei casi più gravi sono stati osservati anche sintomi e segni neurologici, come stato mentale alterato, agitazione, perdita del controllo dei muscoli (atassia), fino alla paralisi o addirittura al coma. La febbre di Oroya permane per 1-4 settimane, prima di evolvere nella fase asintomatica.
La verruca peruviana
La verruca peruviana (Fig. 2) invece può insorgere dopo la guarigione dalla fase acuta anche a distanza di parecchi anni. Essa consiste nella comparsa di “verruche” di color rosso vivo o violaceo su tutto il corpo principalmente sulle braccia e sulle gambe. Si tratta di eruzioni cutanee di diverse forme e dimensioni, che possono arrivare a sanguinare, seppur solitamente senza provocare prurito. Queste escrescenze sono provocate dalla proliferazione incontrollata delle cellule dei vasi sanguigni infettate da B. bacilliformis. Quindi, ricapitolando, diversamente dalle altre specie di Bartonella, B. bacilliformis durante la fase acuta è in grado di parassitare i globuli rossi, mentre nella fase cronica predilige le cellule che formano le pareti dei vasi sanguigni. Il decorso della fase cronica è spesso prolungato, dopodiché i pazienti guariscono spontaneamente.

Epidemiologia
La malattia di Carrion è a tutt’oggi una condizione rara, limitata geograficamente a Perù, Ecuador e Colombia, nelle sole aree in cui prosperano i pappataci che con le loro punture ne iniettano l’agente. L’aumento dell’umidità atmosferica e della temperatura, dovute al fenomeno climatico conosciuto come El Niño, hanno favorito la diffusione dei pappataci e il conseguente aumento delle infezioni. B. bacilliformis è un batterio molto pericoloso, potenzialmente mortale. Infatti, se la malattia non viene curata, essa può raggiungere un tasso di mortalità (=morti provocate/popolazione residente) anche dell’88% durante la fase acuta. Tuttavia i dati provenienti dalle ospedalizzazioni indicano un tasso di mortalità molto più basso (0,7%). La maggior parte dei casi mortali sono accompagnati dall’insorgenza di infezioni secondarie da parte di altri organismi patogeni. La più frequente di queste infezioni è la salmonellosi.
Diagnosi
Il metodo utilizzato per diagnosticare la malattia di Carrion durante la sua fase acuta, consiste nell’osservazione microscopica di vetrini con strisci di sangue trattati con la colorazione di Giemsa (Fig. 3). Negli strisci di sangue periferico appaiono globuli rossi di dimensioni maggiori rispetto alla norma (anisomacrocitosi) e di evidenzia anche un calo del numero delle piastrine (trombocitopenia). Al microscopio le cellule di B. bacilliformis appaiono come dei bastoncelli colorati di blu sia liberi nel sangue sia racchiusi dentro i globuli rossi. Poiché Bartonella infetta l’organismo a bassi livelli e passa facilmente dai globuli rossi alle cellule che rivestono i vasi sanguigni, è necessario eseguire più di un’analisi microscopica sugli strisci di sangue e prelevare a diverse distanze di tempo.

Test strumentali e di laboratorio
Nella fase cronica, B. bacilliformis può essere osservato al microscopio in seguito a prelievi di campioni dalle “verruche” e a colorazione argentica (metodo di Warthin-Starry) oppure attraverso la colorazione di Giemsa. Anche in questa fase, i batteri possono essere osservati sia inclusi all’interno delle cellule, sia liberi al di fuori di esse. Oltre all’osservazione microscopica, sono stati messi a punto metodi sierologici basati su anticorpi specifici per le proteine di B. bacilliformis. Questi metodi comprendono il test ELISA, l’immunofluorescenza, l’emoagglutinazione indiretta e il riconoscimento di una precisa proteina batterica separata dalle altre mediante elettroforesi (immunoblotting). Il DNA batterico può invece essere evidenziato mediante la reazione a catena della polimerasi (PCR). Meno efficienti sono le tecniche di coltivazione dei batteri sui comuni terreni solidi a base di agar, a causa della loro lenta velocità di crescita e delle loro richieste di nutrienti.
Terapia
Per combattere la malattia di Carrion nella fase acuta si utilizzano gli antibiotici:
- Cloramfenicolo, 50 mg per kg di peso corporeo al giorno, somministrato ogni 6 ore,
oppure
- Doxiciclina, 100-200 mg al giorno per 15 giorni.
Durante la fase cronica sono invece preferiti altri antibiotici:
- rifampicina, 600 mg al giorno nei pazienti adulti,
oppure
- macrolidi, in particolare, azitromicina, 500 mg al giorno per 7 giorni sempre negli adulti.
La malattia da graffio di gatto
La malattia da graffio di gatto è provocata da Bartonella henselae, che si trasmette all’uomo attraverso i graffi o i morsi da parte dei gatti. Nei gatti la presenza di B. henselae è solitamente asintomatica, mentre nell’uomo essa si manifesta attraverso l’ingrossamento dei linfonodi più vicini all’area graffiata. L’infiammazione dei linfonodi è dolorosa e può evolvere successivamente con la formazione di ascessi ripieni di pus. Altri sintomi di questa malattia sono la febbre e i dolori articolari. Il gonfiore può durare anche per oltre tre mesi, perché il batterio impedisce la normale risposta immunitaria.
La febbre delle trincee
Questa malattia, chiamata anche febbre quintana è dovuta a Bartonella quintana, che viene trasmesso dal pidocchio Pediculus humanus. Si tratta di una malattia a volte asintomatica, ma che si manifesta in contesti in cui le condizioni igieniche sono scarse e i pidocchi numerosi. Perciò ne sono stati segnalati casi nei soldati durante le due guerre mondiali, come pure tra le persone senza fissa dimora e nei campi di rifugiati. I sintomi principali sono ancora: febbre di durata variabile, dolori articolari, mal di testa e vertigini.
L’angiomatosi bacillare
L’angiomatosi bacillare è tipica dei malati di AIDS, che vengono infettati da B. henselae o da B. quintana. L’infezione provoca la proliferazione dei vasi sanguigni, che dà luogo a vistose lesioni della pelle o anche agli organi interni.
La peliosi epatica è una condizione particolare dell’angiomatosi bacillare: essa colpisce il fegato dei soggetti immunodepressi, come i malati di AIDS o le persone che hanno ricevuto un trapianto d’organo. L’agente infettante è ancora B. henselae, che provoca la proliferazione dei vasi capillari sinusoidi del fegato. La peliosi epatica può essere accompagnata anche da ingrossamento della milza e da caratteristiche lesioni sulla pelle.
Fonti
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- Rolain JM, Brouqui P, Koehler JE, Maguina C, Dolan MJ, Raoult D. Recommendations for treatment of human infections caused by Bartonella species. Antimicrob Agents Chemother. 2004 Jun;48(6):1921-33.
- Huarcaya E, Maguiña C, Torres R, Rupay J, Fuentes L. Bartonelosis (Carrion’s Disease) in the pediatric population of Peru: an overview and update. Braz J Infect Dis. 2004 Oct;8(5):331-9.
- Breitschwerdt EB, Maggi RG, Nicholson WL, Cherry NA, Woods CW. Bartonella sp. bacteremia in patients with neurological and neurocognitive dysfunction. J Clin Microbiol. 2008 Sep;46(9):2856-61.
- Maguiña C, Guerra H, Ventosilla P. Bartonellosis. Clin Dermatol. 2009 May-Jun;27(3):271-80.
- Minnick MF, Anderson BE, Lima A, Battisti JM, Lawyer PG, Birtles RJ. Oroya fever and verruga peruana: bartonelloses unique to South America. PLoS Negl Trop Dis. 2014 Jul 17;8(7):e2919.
Crediti immagini
- Immagine in evidenza: https://www.microbiologiaitalia.it/wp-content/uploads/2022/03/Bartonella-bacilliformis.jpg
- Figura 1: https://www.researchgate.net/publication/331992122/figure/fig2/AS:740700081618944@1553608069295/Adult-Lutzomyia-verrucarum-sand-flies-Left-male-Right-blood-fed-female-Colony-bred.jpg
- Figura 2: https://ars.els-cdn.com/content/image/1-s2.0-S0738081X08002186-gr1.jpg
- Figura 3: https://www.researchgate.net/publication/331992122/figure/fig6/AS:963099054063616@1606632116219/Overwhelming-parasitism-of-erythrocytes-by-B-bacilliformis-Giemsa-stained-blood-smear.jpg