L’attività fisica come arma contro il cancro

L’attività fisica, insieme all’adozione di un corretto stile di vita (seguire una dieta adeguata al proprio fabbisogno, non fumare e fare un consumo moderato di alcolici), è un elemento essenziale per la prevenzione di numerose patologie, tra cui numerose forme di cancro.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’attività fisica come “qualsiasi movimento corporeo prodotto dai muscoli scheletrici che richiede un dispendio energetico”. Comprende quindi qualsiasi tipo di movimento compiuto nel corso della giornata, non solo lo sport vero e proprio, come ad esempio le faccende domestiche, spostamenti, giardinaggio e così via.

Quanta attività fisica svolgere

L’OMS consiglia di svolgere dai 150 ai 300 minuti di attività fisica aerobica di intensità moderata e/o 75-150 minuti di attività vigorosa più esercizi di rafforzamento muscolare almeno 2 volte a settimana. Inoltre, l’attività fisica svolta dovrebbe essere distribuita nel modo più uniformemente possibile nel corso della settimana.

Attività fisica consigliata
Figura 1 – Attività fisica consigliata. [Fonte: https://www.cuore.iss.it/]

Prima di continuare, bisogna prestare attenzione alla differenza tra attività fisica moderata e quella vigorosa o intensa. La prima induce un modesto aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, consentendo di parlare abbastanza agevolmente. Ne è un esempio la camminata a passo sostenuto o una pedalata. Quella intensa, invece, porta ad un aumento della frequenza cardiaca e respiratoria che rende difficile il poter conversare. Un esempio ne è la corsa.

Nonostante si possa seguire attività fisica regolare, alcuni soggetti possono comunque essere sedentari per via del proprio lavoro, ad esempio, trascorrendo gran parte della giornata seduti. Questa condizione non è la peggiore, come nel caso dell’inattività fisica. Tuttavia, le ore di sedentarietà portano comunque a fattori di rischio che sono indipendenti dall’attività fisica svolta, quindi anche se le raccomandazioni dell’OMS sono rispettate. Per questo motivo è consigliato fare delle pause frequenti nelle quali camminare o eseguire dei piegamenti sulle gambe. Questi accorgimenti possono offrire sicuramente dei benefici, ma non è ancora chiaro se possano ridurre il rischio di sviluppare il cancro dovuto alla sedentarietà.

Rischi legati alla sedentarietà e all’inattività fisica

Si stima che 1,4 miliardi di adulti nel mondo siano a rischio di contrarre diverse patologie per via dell’inattività fisica. Quasi un terzo della popolazione mondiale non raggiunge i livelli previsti dall’OMS e per circa l’80% si tratta di adolescenti.

La sedentarietà e i suoi rischi
Figura 2 – La sedentarietà e i suoi rischi. [Fonte: https://2nomadi.it/]

L’inattività fisica e il poco movimento aumentano il rischio di sviluppare patologie di vario tipo, da quelle cardiovascolari al diabete, osteoporosi e disturbi legati all’umore, come ansia e depressione. Ci sono inoltre solide evidenze sul ruolo che la sedentarietà ha nel favorire alcuni tipi di cancro, come al colon, seno e corpo dell’utero, di circa il 20%.

Il legame tra sedentarietà e altri tipi di cancro, come quello alla prostata, polmoni e vescica, è invece ancora poco chiaro. L’attività fisica può però, indirettamente, diminuire il rischio di tumori correlati all’obesità, come il cancro all’endometrio, tiroide, pancreas, fegato e stomaco.

Come aumentare il livello di attività fisica

L’approccio che dobbiamo avere con l’attività fisica è di vederla non come un dovere, ma come un qualcosa che deve far parte della nostra quotidianità. Nonostante l’organizzazione della vita induca ad una maggiore concentrazione di comportamenti sedentari, per via dei lavori svolti per lo più da seduti, spostamenti in auto. Anche il progredire della tecnologia ha avuto un impatto significativo su quest’aspetto.

Usare questo tipo di approccio può portare ad integrare un maggiore movimento nella nostra routine, cogliendo ogni occasione. Dei consigli mai scontati sono quello di andare a lavoro a piedi o in bicicletta, o alternare l’andare con i mezzi pubblici all’andare a piedi. Non usare l’auto per compiere piccoli spostamenti; preferire le scale all’ascensore; prediligere degli hobby più “attivi”, come il giardinaggio. Come detto precedentemente, quando la sedentarietà è quasi obbligata per via dello studio o del lavoro, è consigliabile fare delle pause indicativamente ogni 30 minuti e sfruttarle per camminare e muoversi.

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Roberta Maria Serra

Futura biologa, nutro un forte interesse per temi quali la salute e la prevenzione, di cui scrivo e curo una rubrica social per Microbiologia Italia. Altre mie passioni riguardano l’astronomia, la bioinformatica, la biostatistica e la ricerca clinica. Ritengo che saper comunicare argomenti di carattere scientifico con chiarezza e rigore sia importantissimo, soprattutto nel periodo in cui viviamo.

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