Stiamo sicuramente vivendo una fase della pandemia differente rispetto al recente passato. Se fino a qualche mese fa era difficile parlare di “fine della pandemia”, oggi questo concetto non ci sembra poi così lontano. Prende sempre più piede l’idea di un SARS-CoV2 endemico. Un virus diventa endemico in determinate condizioni, e non di certo perché perde le caratteristiche che lo rendono temibile. La malaria è endemica, il vaiolo lo era, così come la poliomielite, tanto per citarne alcune. Bisogna quindi prendere familiarità con il concetto di endemia.
Epidemia, Endemia e Pandemia
In questi due ultimi anni abbiamo più volte utilizzato questi termini, ma di fondo mostrano grandi differenze tra loro.
Si parla di epidemia quando si manifesta una malattia, sconosciuta o conosciuta, che interessa un numero di soggetti (casi), in un certo periodo di tempo e in una determinata zona geografica. Per meglio dire, quando i casi aumentano in breve lasso di tempo in un determinato luogo.
Non ci si riferisce, quindi, a dei numeri per forza elevati ma ad una condizione che può interessare molti più individui di quanto ci si aspetti.
Anche la presenza di 4-5 casi di una malattia, in un luogo dove comunemente non si rileva è considerata una epidemia.
Chiaramente ogni epidemia ha le rispettive pericolosità e problematiche. Basti pensare a quanto successo in Africa con le epidemie di ebola, o anche con il virus Zika in Brasile tra il 2014 e il 2015. Detto ciò, quindi, basta ampliare il concetto di epidemia per arrivare alla pandemia.
La pandemia è una epidemia non delimitata ad un singolo luogo e che interessa l’intero pianeta. La pericolosità pandemica deriva ovviamente dall’agente pandemico, e dalla suscettibilità degli organismi ad esso.
![Figura 1- Rappresentazione grafica di epidemia, endemia e pandemia [www.ilpost.it]](https://www.microbiologiaitalia.it/wp-content/uploads/2022/02/endemia-epidemia-pandemia.png.webp)
La pandemia in atto dal 2020 ha vissuto diverse fasi, passando da una condizione di assoluto pericolo, a momenti di distensione seguiti di nuovo da condizioni di grande difficoltà.
Ma mentre nel recente passato sembrava una utopia poter parlare di “fine del periodo pandemico”, ad oggi la situazione ci permette di iniziare a parlare di endemia. In cosa cambia?
Una malattia è definita endemica quando l’agente patogeno responsabile è presente in pianta stabile in quel luogo, circolando costantemente tra la popolazione, ma avendo un impatto sociale ben differente.
Nello specifico il SARS-CoV2 diventerà endemico non quando scomparirà, ma quando la COVID-19 mostrerà una pericolosità minore e gestibile.
Circolazione virale
Pericolosità minore e gestione della malattia sono due possibilità reali solamente grazie a determinati fattori. Se ci si ferma un secondo a pensare, dal 2019 ad oggi il virus non si è mai del tutto fermato, anzi, la sua circolazione è stata sempre costante, con molti momenti di crescita esponenziale. Dall’avvento della variante Omicron poi, si è raggiunta una circolazione molto rilevante, toccando livelli mai sfiorati prima. Quindi che cosa è cambiato rispetto al recente passato? Due cose, l’impatto chiaro ed evidente della campagna vaccinale, ed anche il fatto che le persone che sono sopravvissute all’infezione conservano una sorta di memoria immunitaria. Concetti approfonditi nel prossimo paragrafo.
Sistema immunitario e SARS-CoV2
Il sistema immunitario ha la capacità di adattarsi a fronteggiare gli agenti patogeni. Una volta che un organismo entra in contatto con un agente patogeno, ed è costretto a fronteggiarlo, mette a punto risposte importanti.
Il “cuore” dell’immunità acquisita è rappresentato dai linfociti, i macrofagi e i monociti. I linfociti sono quelli che ci interessano maggiormente in questo caso. Si dividono in linfociti B e T. I linfociti B si occupano della produzione di anticorpi, quest’ultimi in grado di legarsi ad antigeni esterni specifici, impedirne il proliferare e facilitarne l’eliminazione. I linfociti T vengono prodotti nel timo, e presentano anch’essi una suddivisione, in quanto suddivisi in linfociti T helper e T citotossici. I primi organizzano l’azione di altre cellule del sistema immunitario, tra i quali linfociti B e macrofagi, mentre i secondi vengono utilizzati come “ultima arma” poiché in grado di distruggere altre cellule. Per cui, in presenza di un agente patogeno la prima linea di difesa è rappresentata dalla produzione di anticorpi, ed in caso di non riuscita si attiva la seconda linea di difesa, i linfociti T.
La risposta anticorpale è, quindi, determinata o da una infezione oppure da una vaccinazione. Ma c’è altro da aggiungere. Recentissimi studi stanno evidenziando che, per il SARS-CoV2, non solo gli anticorpi mantengono una memoria immunitaria, ma anche i linfociti T.
![Figura 2- Il ruolo primario dei linfociti nel sistema immunitario [www.mondomedicina.it]](https://www.microbiologiaitalia.it/wp-content/uploads/2022/02/maxresdefault-2-1024x576.jpg)
In più, la memoria immunitaria mostrata dai linfociti T sembra innanzitutto essere più duratura, ma anche “adattabile”, in quanto individui che prima della pandemia avevano avuto un contatto con altri tipi di coronavirus, hanno mostrato una capacità di risolvere l’infezione da SARS-CoV2 migliore.
Riassumendo quindi, un individuo vaccinato o uno che ha superato l’infezione, ha un sistema immunitario che ha acquisito la capacità di combattere il nemico.
Endemia
La circolazione del virus è attiva dal 2019, per cui un numero di persone sempre maggiore lo ha incontrato nel corso del tempo. In più, la campagna di vaccinazione permette al sistema immunitario del resto della popolazione di “apprendere le caratteristiche” del virus. Questi due concetti chiave ci permettono di iniziare ad affrontare l’idea di endemia.
La variante omicron ha avuto un impatto davvero importante, però nonostante un gran numero di contagi, le ospedalizzazioni non sono andate di pari passo. Proprio perché la popolazione mondiale sta diventando meno suscettibile. Questo non significa che il virus sia di colpo diventato innocuo, ma che la “società” si sta adattando alla sua presenza. Quest’ultima frase si sposa in pieno con il concetto di endemia.
La COVID-19 non sparirà di colpo, ma adesso è facile pensare che non ci spaventerà più come prima.
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- https://www.microbiologiaitalia.it/virologia/covid-19-pancia/
Fonti
Crediti immagini
- www.controcampus.it/2020/04/cosa-significa-endemia-significato-cos-e-e-cosa-comporta/ (Immagine in evidenza)
- www.ilpost.it/2022/01/20/endemia-coronavirus/ (Figura1)
- www.mondomedicina.it/dizionario/notizie-centro-germinativo/ (Figura 2)
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