Guarire da un’infezione da HIV: davvero si può?

Risale al mese di febbraio la notizia della guarigione di una donna dall’infezione da HIV (Virus dell’Immunodeficienza Umana, responsabile della tristemente nota AIDS). Si tratterebbe del terzo caso al mondo documentato, e della prima donna. La notizia, proveniente dagli USA, ha indotto molti a domandarsi: si può davvero guarire da un’infezione da HIV?

Controllare l’infezione con i farmaci antiretrovirali

Se all’inizio degli anni 90 la diagnosi di sieropositività all’HIV equivaleva ad una condanna, alla fine di quegli stessi anni le prospettive per le persone infette erano già fortemente cambiate. Questo è stato reso possibile dalla scoperta e dall’utilizzo dei farmaci antiretrovirali, che bloccano la replicazione del virus e la sua capacità di infettare le cellule.

Guarire da un'infezione da HIV: davvero si può? - Fonte: https://www.issalute.it/
Figura 1 – Guarire da un’infezione da HIV: davvero si può? – Fonte: https://www.issalute.it/

Questi farmaci non eliminano il virus definitivamente, ma evitano che l’infezione da HIV si trasformi in AIDS. Come si può dunque guarire da un’infezione da HIV?

1) “Il paziente di Berlino”

Il primo caso di guarigione dall’infezione da HIV riportato dalla letteratura scientifica è stato Timothy Ray Brown, anche conosciuto come “il paziente di Berlino“. Dopo la diagnosi di leucemia, Brown aveva ricevuto un trapianto di midollo, in seguito al quale era risultato libero dal virus e aveva potuto vivere per dodici anni senza l’assunzione di farmaci anti-retrovirali. E’ morto nel 2020 in seguito al ritorno della leucemia.

2) “Il paziente di Londra”

Adam Castillejo, o “il paziente di Londra” era stato invece diagnosticato per il linfoma non-Hodgkin. Prima curato con chemioterapia e poi sottoposto a trapianto di midollo, risulta da due anni guarito sia dal tumore sia dall’infezione da HIV.

3) “La paziente statunitense”

Si tratta della prima donna documentata che è riuscita a guarire dall’infezione da HIV. La sua identità non è nota e nessuna pubblicazione scientifica riporta, per ora, la sua storia. Come nel caso dei pazienti precedenti, la donna, diagnosticata per una forma di leucemia (leucemia mieloide acuta), è stata trattata con chemioterapia e poi sottoposta a trapianto di cellule staminali ottenute da cordone ombelicale. La scelta di usare una fonte alternativa di cellule staminali è stata dettata dalla difficoltà di trovare un donatore compatibile, vista l’origine non bianca-caucasica della donna. Dopo 37 mesi dal trapianto, la paziente ha potuto interrompere le terapie antiretrovirali. Oggi, dopo più di un anno dallo stop, nel suo sangue non si trova nessuna traccia del virus.

Il trapianto per guarire dall’infezione da HIV

E’ quindi il trapianto di cellule staminali il fattore comune determinante per la guarigione dall’infezione da HIV?

In realtà, in tutti e tre i casi la guarigione è dipesa da una particolare caratteristica delle cellule staminali trapiantate. Esse infatti presentavano una mutazione del recettore CCR5, una proteina presente sulla membrana dei leucociti e coinvolta nel sistema immunitario. Molte forme di HIV utilizzano questo recettore come porta di ingresso per entrare nelle cellule da infettare.

CCR5 è usato come porta di ingresso dal virus - Fonte: https://www.americangene.com/
Figura 2 – CCR5 è usato come porta di ingresso dal virus – Fonte: https://www.americangene.com/

La mutazione CCR5-Δ32, dovuta ad una delezione di una parte del gene che codifica per la proteina, rende le cellule resistenti all’infezione da HIV. Il trapianto di cellule portatrici di tale mutazione in forma omozigotica (avente entrambi gli alleli mutati) ha consentito ai pazienti di evitare che il virus attaccasse le nuove cellule.

Perché non possiamo ancora parlare di guarigione dall’infezione da HIV

Purtroppo, questi casi fino ad oggi documentati non ci dicono che sia davvero possibile guarire dall’infezione da HIV. Essi rappresentano infatti degli “effetti collaterali”, seppur positivi, delle cure anticancro. Cure che non possono essere somministrate a pazienti sieropositivi ma non oncologici. Inoltre, sebbene più raramente, il virus può entrare nelle cellule anche usando recettori diversi da CCR5.

Possiamo concludere che ad oggi l’arma più efficace per combattere l’infezione da HIV restano ancora i farmaci antiretrovirali. Lo studio di questi casi, tuttavia, rappresenta uno strumento importante per capire i meccanismi che possono portare alla guarigione. Ed infatti scienziati di tutto il mondo sono già da anni alla ricerca di nuove strategie per combattere le infezioni da HIV. La scoperta delle nuove metodiche di editing genetico realizzato con le sequenze CRISPR, ad esempio, lascia ben sperare che negli anni a venire nuovi importanti progressi nella cura delle infezioni da HIV possano essere raggiunti.

Fonti

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