La carenza di magnesio, o ipomagnesemia, è una condizione in cui la quantità di magnesio nel corpo umano è inferiore a quella prevista.
La carenza di magnesio si verifica quando un farmaco, una malattia, o altre cause, alterano l’assunzione o il metabolismo del magnesio.
Funzioni del magnesio
Il magnesio è un minerale che trasporta una carica elettrica, ovvero un elettrolita, come il ferro e lo zinco.
Il magnesio è essenziale per mantenere un’adeguata densità ossea, riducendo il rischio di osteoporosi. Questo elettrolita contribuisce inoltre a regolare i livelli di calcio e vitamina D, altri due nutrienti fondamentali per la salute delle ossa.
Il magnesio regola la trasmissione degli impulsi nervosi e la contrazione dei muscoli. Questo avviene perché il magnesio è coinvolto nel trasporto di altri elettroliti, come il calcio e il potassio, nelle cellule.
Nel cuore, il magnesio controbilancia l’azione del calcio, permettendo il rilassamento delle fibre muscolari dopo la contrazione cardiaca. Lo stesso avviene nei muscoli scheletrici: se nell’organismo non è presente abbastanza magnesio, la contrazione eccessiva dei muscoli causa crampi o spasmi.
Inoltre, il magnesio è essenziale per il metabolismo, perché interviene nella sintesi degli acidi nucleici e delle proteine, oltre a partecipare a numerose reazioni enzimatiche. Più di 300 enzimi presenti nel corpo umano catalizzano delle reazioni chimiche grazie al magnesio.
Il magnesio agisce anche riducendo lo stress. Infatti, il magnesio diminuisce il rilascio di acetilcolina nel sistema nervoso, abbassando così i livelli di cortisolo (un ormone dello stress) nel corpo.
Fabbisogno e fonti alimentari di magnesio
Il contenuto di magnesio nel corpo umano è di circa 24-29 g, di cui circa 2/3 sono depositati nelle ossa e 1/3 nelle cellule. I livelli di magnesio presenti nel sangue sono regolati dal corpo umano.
La quantità di magnesio introdotta nell’organismo dipende dalla concentrazione di magnesio nell’acqua potabile e dalla composizione degli alimenti. Il magnesio è assorbito dall’intestino, e da qui entra nel circolo sanguigno per essere immagazzinato nelle ossa e distribuito ai tessuti corporei. Infine, il magnesio è escreto nelle urine.
Il fabbisogno ottimale giornaliero di magnesio è pari a 320 mg per le donne e 420 mg per gli uomini.
Il magnesio è presente in diversi alimenti: verdure a foglia verde, cereali integrali, legumi, noci, pesce, cioccolato fondente e banane.

Cause della carenza di magnesio
I livelli di magnesio sono controllati soprattutto dai reni. I reni aumentano o diminuiscono l’escrezione di magnesio in base alle necessità dell’organismo.
Pertanto, un basso livello di magnesio è spesso dovuto ad un ridotto assorbimento di magnesio nell’intestino, oppure ad un’aumentata escrezione di magnesio nelle urine.
Un apporto alimentare insufficiente di magnesio che persiste nel tempo, oppure una perdita eccessiva di magnesio, o la presenza di altre condizioni possono causare ipomagnesemia.
Malattie gastrointestinali
Il magnesio è assorbito nell’intestino tenue e nel colon. Di conseguenza, diverse malattie o condizioni che colpiscono l’intestino o il colon possono causare una carenza di magnesio.
Alcuni esempi sono: morbo di Crohn, sindrome dell’intestino irritabile, celiachia, gastroenterite, colite ulcerosa, asportazione chirurgica di una parte dell’intestino tenue.
Diabete di tipo 2
Il diabete di tipo 2 determina elevati livelli di glucosio nel sangue, ed è dovuto ad un’alterazione della quantità o del funzionamento dell’ormone insulina.
Concentrazioni più elevate di glucosio nel sangue possono indurre i reni ad espellere più urina. Questo provoca anche una maggiore perdita di magnesio.
Dipendenza da alcol
L’etanolo, il componente principale dell’alcol, agisce come un diuretico del magnesio, favorendo l’eliminazione del magnesio e di altri elettroliti attraverso i reni.
Oltre a questo, l’etanolo aumenta l’escrezione del magnesio presente nei tessuti, riducendo le riserve di magnesio presenti nell’organismo.
Attività fisica
L’esercizio fisico induce una ridistribuzione del magnesio nell’organismo, per soddisfare le esigenze metaboliche. L’esercizio fisico intenso induce la sudorazione, aumentando il fabbisogno di magnesio del 10-20%.
Stress
Lo stress non solo influisce sullo stato mentale di un individuo, ma determina anche una risposta fisica dell’organismo.
In condizioni di stress, nell’organismo avviene il rilascio di alcuni ormoni (fra i quali il cortisolo), che aumentano i livelli di magnesio al di fuori delle cellule. Di conseguenza, i reni eliminano una maggiore quantità di magnesio.
Se lo stress persiste nel tempo, la carenza di magnesio agisce a sua volta come un fattore che induce lo stress nell’organismo. L’effetto consiste nell’incremento della perdita di magnesio.

Invecchiamento
L’invecchiamento è associato alla carenza di magnesio nel corpo. Questo perché l’assorbimento intestinale del magnesio tende a diminuire con l’età. L’alterazione dell’assorbimento intestinale del magnesio è spesso aggravata dalla riduzione di vitamina D, comune in età avanzata.
La ridotta funzionalità dei reni, comune negli anziani, è un’ulteriore causa di perdita di magnesio.
Farmaci
Diversi farmaci, tra cui i diuretici e alcuni gastroprotettori, possono causare ipomagnesemia.
Ciò avviene perché i farmaci e i micronutrienti (come il magnesio) utilizzano le stesse vie di trasporto per l’assorbimento, il metabolismo e l’escrezione. Questo implica che, quando si assumono uno o più farmaci, potrebbero verificarsi delle interazioni con i micronutrienti.
Di conseguenza, l’azione di un farmaco può essere ridotta da un micronutriente, oppure la funzione di un micronutriente è inibita da un farmaco.
Ad esempio, il magnesio può interferire con l’assorbimento gastrointestinale degli antibiotici tetracicline, mentre i diuretici tiazidici aumentano l’eliminazione di magnesio.
Malattie genetiche
Le cause genetiche della carenza di magnesio hanno origine in mutazioni recessive o dominanti.
I geni mutati codificano per proteine espresse nei reni, nello specifico nel tubo convoluto distale e/o nel tratto spesso ascendente dell’ansa di Henle.
Queste mutazioni genetiche modificano il riassorbimento del magnesio e di altri ioni nei reni.
Un esempio di malattia genetica di questo tipo è la sindrome di Gitelman.
Sintomi della carenza di magnesio
I sintomi della carenza di magnesio si distinguono in clinici e subclinici.
I sintomi clinici, o classici, sono correlati al ruolo del magnesio nel mantenere il giusto equilibrio di altri minerali come calcio e potassio. Tic, spasmi, crampi muscolari, convulsioni e ritmo cardiaco irregolare sono classici sintomi della carenza di magnesio.
I sintomi subclinici, o latenti, sono difficili da associare alla carenza di magnesio, perché sono comuni a varie malattie. Emicrania, insonnia, depressione e stanchezza cronica sono alcuni esempi di sintomi subclinici di ipomagnesemia.
Diagnosi della carenza di magnesio
Al momento, non esiste un unico test per diagnosticare la carenza di magnesio.
Infatti, il medico diagnostica la carenza di magnesio sulla base di un esame fisico, dei sintomi, di un esame del sangue, considerando altre eventuali malattie concomitanti.
Tuttavia, il livello di magnesio nel sangue non è correlato alla quantità di magnesio immagazzinata nelle ossa e nel tessuto muscolare.
Un livello normale di magnesio nel siero (la frazione liquida del sangue) è compreso tra 1,8 – 2,2 milligrammi per decilitro (mg/dL). Se il valore è inferiore a 1,8 mg/dL, il livello di magnesio è basso. Un livello di magnesio inferiore a 1,25 mg/dL indica invece una grave ipomagnesemia.
I seguenti esami sono utili per diagnosticare la carenza di magnesio:
- Analisi del sangue per misurare la concentrazione di magnesio, fosfato e calcio;
- Analisi del sangue per valutare i parametri metabolici principali, come i livelli di creatinina e di glucosio;
- Elettrocardiogramma per rilevare potenziali aritmie cardiache.

Trattamento della carenza di magnesio
Il trattamento dell’ipomagnesemia dipende dalla sua gravità e dalla causa.
Se l’ipomagnesemia è lieve, il medico in genere prescrive delle compresse di magnesio, da assumere per bocca.
Se invece l’ipomagnesemia è grave, è necessario ricevere magnesio per endovena, in ospedale.
È fondamentale trattare l’ipomagnesemia grave in modo tempestivo. Infatti, livelli molto bassi di magnesio possono causare aritmie cardiache fatali. Inoltre, l’ipomagnesemia nei pazienti con infarto miocardico acuto espone ad un rischio maggiore di aritmie ventricolari nelle successive 24 ore.
Carenza subclinica di magnesio
La carenza di magnesio può essere presente nonostante normali livelli di magnesio nel sangue.
Attualmente, l’incidenza della carenza di magnesio nella popolazione generale non è chiara, perché manca un biomarcatore per quantificare il livello di magnesio presente in tutto l’organismo.
La carenza di magnesio può colpire in particolare le donne dopo la menopausa, gli anziani e i pazienti post-operatori in condizioni critiche.
Anche se la carenza di magnesio subclinica non si manifesta con sintomi evidenti, le potenziali conseguenze nel lungo periodo sono: ipertensione, aritmie, calcificazioni arteriose, aterosclerosi, insufficienza cardiaca e aumento del rischio di trombosi.
Quindi, la carenza subclinica di magnesio sembra essere un fattore di rischio delle malattie cardiovascolari.
Anche se la maggior parte delle persone assume una quantità sufficiente di magnesio con gli alimenti, in alcuni casi potrebbero essere necessari degli integratori. Tuttavia, gli integratori di magnesio interferiscono con l’assorbimento di diversi tipi di farmaci, pertanto è bene valutare la loro assunzione con il medico.

Fonti
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Crediti immagini
- Immagine in evidenza: https://www.flickr.com/photos/alabama_extension/50409854967
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