Halarachne halichoeri

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By Sascha Greguoldo

Revisionato dal Medical Board

Caratteristiche

Halarachne halichoeri è una specie di acaro endoparassita specializzato nell’infestare le mucose delle vie respiratorie superiori dei pinnipedi, in particolare della foca grigia (Halichoerus grypus, Fig. 1) e della foca comune (Phoca vitulina), specie presenti in Europa e Nord America. Nel dettaglio, questi acari possono colonizzare soprattutto:

In misura minore, l’acaro è stato documentato anche in altri ospiti come: la foca dal cappuccio (Cystophora cristata) in Canada, la foca maculate (Phoca largha) in Alaska, la lontra marina meridionale (Enhydra lutris nereis) sulla costa californiana, e l’elefante marino del sud (Mirounga leonina) sulla costa argentina.

Figura 1 – Una foca grigia (Halichoerus grypus) sulla spiaggia di Wells-next-the-Sea, Norfolk, Regno Unito [Fonte: DeFacto, 2016; CC BY-SA 4.0].

Cenni storici

Descritto per la prima volta nel 1847 dal naturalista irlandese George James Allman, a partire da esemplari raccolti da una foca grigia in Irlanda, fu in seguito scoperto anche nelle vie nasali delle foche comuni. La storia di questo parassita si intreccia con quella dei suoi ospiti. Infatti, a causa dell’uomo, tra inquinamento, alterazione dell’habitat e caccia eccessiva, il numero delle foche è diminuito drasticamente dopo gli anni ’60, fino a rimanere con meno di 4000 esemplari di foca grigia presenti nel Mar Baltico. Nel 1988, la caccia alle foche nel Mar Baltico fu vietata, e da allora la popolazione di foche grigie è aumentata nuovamente, portando nel 2014 alla ricomparsa di H. halichoeri nelle acque tedesche, dopo oltre un secolo di assenza.

Quindi, lo studio di H. halichoeri è essenziale per valutare lo stato di salute delle popolazioni di mammiferi marini e i possibili effetti negativi sul benessere animale ad esso legati.

Il numero di questi acari nasali è spesso sottostimato, poiché possono fuoriuscire dalle vie nasali di un ospite morto. Quindi, molti acari potrebbero andare perduti durante il trasporto delle carcasse.

Ciclo vitale e trasmissione

Il ciclo vitale comprende:

  • larva esapode,
  • protoninfa e deutoninfa (stadi ottopodi pressoché inattivi, di breve durata, forse assenti), 
  • adulto.

Sia le forme immature sia gli adulti vivono a stretto contatto con le mucose dell’ospite, in quanto si nutrono di muco e di altri fluidi corporei. Quindi, completano il loro intero ciclo biologico nell’ambiente respiratorio.

Le larve, si trovano principalmente sui turbinati nelle cavità nasali anteriori e sono responsabili della propagazione delle infezioni, poiché molto mobili e altamente resistenti all’ambiente marino. Esse possono sopravvivere fino a tre settimane al di fuori dall’ospite, facilitando il passaggio tra gli individui durante i periodi di riposo a terra. La trasmissione di H. halichoeri avviene probabilmente attraverso il contatto diretto tra animali (ad esempio, interazioni sociali madre-cucciolo oppure durante l’accoppiamento) o per via aerosol nasale (attraverso la tosse e gli starnuti), fenomeni particolarmente frequenti nelle affollate colonie di pinnipedi. Questo favorisce particolarmente il passaggio delle forme larvali da un ospite all’altro. La trasmissione interspecie avviene, prevalentemente in siti di sosta condivisi, tra foche grigie e foche comuni, e occasionalmente verso le lontre marine.

Gli adulti sono decisamente più sessili delle larve, e si localizzano tipicamente nelle cavità nasali posteriori, nella nasofaringe e nei seni paranasali. Le femmine di questa specie sono vivipare.

Filogenesi di H. halichoeri

RegnoAnimalia
PhylumArthropoda
SubphylumChelicerata
ClasseArachnida
SottoclasseAcari
SuperordineParasitiformes
OrdineMesostigmata
SottordineMonogynaspida
FamigliaHalachnidae
GenereHalarachne
SpecieHalarachne halichoeri
Tabella 1 – Tassonomia di Halarachne halichoeri (Per ulteriori dettagli, vedasi Fig. 2).
albero filogenietico di Halarachne halichoeri
Figura 2 – Albero filogenetico ottenuto con il metodo della massima verosimiglianza confrontando sequenze di 16S rDNA. Sono riportate alcune specie di zecche e acari parassiti. La posizione di H. halichoeri è stata evidenziata [Fonte: Ebmer et al., 2022].

Morfologia strutturale

Figura 3 – Principali caratteristiche morfologiche distintive degli adulti della specie H. halichoeri [Fonte: Shields et al., 2024].

Gli adulti (Fig. 3) presentano un corpo subcilindrico o a forma di sigaro, lungo mediamente 2,2-2,8 mm e largo 0,9 mm, con uno scudo dorsale più largo posteriormente e con un apice linguiforme.

Gli adattamenti biologici di H. halichoeri sono davvero interessanti. Il sistema di attacco comprende zampe artigliate e dotate di arolio (cuscinetto adesivo) che si adatta a seconda della superficie. Le zampe robuste e munite di artigli consentono un ancoraggio stabile alle mucose umide e scivolose; adattamento particolarmente funzionale in ambienti con un elevato flusso d’aria.

Il sistema tracheale è ridotto (solo lo 0,04% del volume corporeo) e rinforzato da tenidi per resistere alle variazioni di pressione durante le immersioni delle foche. In tali occasioni, la ridotta domanda di ossigeno e la respirazione attraverso la sottile cuticola dell’opistosoma permettono la sopravvivenza del parassita anche in condizioni di ipossia prolungata.

Tutti questi tratti evolutivi si sono sviluppati nell’Oligocene, quando gli antenati dei pinnipedi sono ritornati all’ambiente marino.

Le differenze sessuali sono evidenti: le femmine (Fig. 4 – a, e) hanno un corpo più arrotondato e una leggera costrizione dopo il quarto paio di zampe, mentre i maschi (Fig. 4 – b, f), meno numerosi delle femmine, mostrano una forma a pera e cheliceri specializzati con spermatodattili. Le zampe del III e IV paio presentano una disposizione caratteristica di sei setole, particolarmente utile per l’identificazione della specie.

Le larve (Fig. 4 – c, d), simili come aspetto a dei granchi, misurano circa 1,2 mm.

Figura 4 – Immagine allo stereomicroscopio raffigurante esemplari di H. halichoeri: (a, b, c) vista dorsale; (d, e, f) vista ventrale; (a) femmina, (b) maschio, (c) larva, (d) larva, (e) femmina, (f) maschi [Fonte: Castelo & Loureiro, 2025]

Patogenesi

H. halichoeri provoca generalmente alterazioni morfologiche poco evidenti, ma può indurre diversi gradi di patologia delle vie respiratorie superiori.

Spesso le infestazioni sono lievi o moderate, con effetti come infiammazione localizzata, ipersecrezione di muco, erosione della mucosa e rinite cronica. In alcuni casi l’infestazione può essere relativamente poco evidente.

In caso di infestazioni gravi o pesanti, i parassiti possono causare irritazione nasale, secrezione, sinusite e infiammazione delle mucose respiratorie, contribuendo a scatenare infezioni batteriche secondarie con conseguenti problemi alla respirazione ed erosione delle ossa dei turbinati.

Nella lontra marina, l’elevata presenza di H. halichoeri è correlata con l’infiammazione nasofaringea così come con infezioni batteriche secondarie delle vie aeree inferiori.

Gli acari possono anche agire come vettori meccanici di batteri patogeni, tra cui Streptococcus phocae, responsabili di infezioni respiratorie.

La gravità dipende da diversi fattori, come:

  • il numero di parassiti presenti;
  • le condizioni generali dell’animale;
  • l’eventuale presenza di altre infezioni;
  • lo stato immunitario dell’ospite;
  • l’età dell’ospite.

Non è generalmente considerato un parassita significativo per la salute umana.

Metodi di identificazione di H. halichoeri

Nello studio dei parassiti dei mammiferi marini è particolarmente importante distinguere H. halichoeri da altri acari delle vie respiratorie dei pinnipedi. A tale scopo, la specie ospite e la localizzazione anatomica risultano essere elementi fondamentali al fine di identificare la specie corretta. Nelle necropsie i parassiti vengono raccolti dalle cavità nasali e dalla trachea; mentre negli animali in vita si possono individuare nelle secrezioni nasali. Per l’esecuzione del protocollo diagnostico si suggerisce di usare la rinoscopia (endoscopia nasale), poiché si è rivelata efficace con altre specie nel fornire immagini dirette dell’interno delle vie respiratorie superiori. L’identificazione di H. halichoeri si basa su caratteri morfologici osservabili al microscopio ottico e al microscopio elettronico a scansione, come:

  • la forma dello scudo dorsale,
  • la disposizione delle setole,
  • la morfologia dell’opistosoma e delle setole anali nelle larve.

Recenti guide illustrate (Fig. 5) facilitano il riconoscimento anche da parte di veterinari non specializzati in acarologia.

Le sequenze di rDNA (18S, 16S, 28S, ITS1-2) depositate in apposite banche dati forniscono dei riferimenti molecolari utili, sempre al fine di riconoscere la specie.

Figura 5 – Guida illustrata per l’identificazione degli acari adulti della famiglia Halarachnidae, parassiti nasali dei mammiferi marini [Fonte: Shields et al., 2024].

Terapia

Dalle ricerche svolte finora si possono trarre alcune raccomandazioni cliniche e gestionali. L’isolamento degli animali è fortemente raccomandato in caso di segni clinici alle vie respiratorie superiori, al fine di evitare la possibilità di trasmissione ad altri animali.

Comunque, in caso di gravi infestazioni da acari, è necessario somministrare farmaci antiparassitari per prevenire le lesioni e i segni clinici caratteristici. L’ivermectina si è dimostrata un antiparassitario efficace contro gli acari dei mammiferi marini, somministrata per via sottocutanea alla dose di 200 μg/kg, iniezione da ripetere dopo 2 settimane.

Fonti

  • Pesapane R, Dodd E, Javeed N, Miller M, Foley J. Molecular characterization and prevalence of Halarachne halichoeri in threatened southern sea otters (Enhydra lutris nereis). Int J Parasitol Parasites Wildl. 2018 Sep 29;7(3):386-390.
  • Reckendorf A, Wohlsein P, Lakemeyer J, Stokholm I, von Vietinghoff V, Lehnert K. There and back again – The return of the nasal mite Halarachne halichoeri to seals in German waters. Int J Parasitol Parasites Wildl. 2019 Apr 11;9:112-118.
  • Pesapane R, Archibald W, Norris T, Fontaine C, Halaska B, Duignan P et al. Nasopulmonary mites (Halarachnidae) of coastal Californian pinnipeds: Identity, prevalence, and molecular characterization. Int J Parasitol Parasites Wildl. 2021 Aug 14;16:113-119.
  • Pesapane R, Chaves A, Foley J, Javeed N, Barnum S, Greenwald K et al. Nasopulmonary mites (Acari: Halarachnidae) as potential vectors of bacterial pathogens, including Streptococcus phocae, in marine mammals. PLoS One. 2022 Jun 16;17(6):e0270009.
  • Zintl A, Imlau M, Schertzer J, Zhang H, Saint-Marc A, Schmidt O et al. Use of stable isotope ratio analysis to investigate the biology and clinical significance of seal parasites. Parasitology. 2024 Jun;151(7):744-752. 
  • Shields MM, Roth T, Pesapane R. A pictorial key to the adult and larval nasal mites (Halarachnidae) of marine mammals. ZooKeys. 2024 Oct 23;1216:101-114.
  • Castelo MK, Loureiro JP. Occurrence of Halarachne halichoeri in Mirounga leonina on the Coast of Argentina (Parasitiformes, Mesostigmata, Halarachnidae) with a Review of Worldwide Records. Diversity. 2025; 17(11):789.
  • Preuss A, van de Kamp T, Zuber M, Hamann E, Brunkert L, Herzog I et al. Comparative analysis of locomotory organs and tracheal system in Halarachne halichoeri: implications for marine parasite habits. Zoomorphology. 2026 Jan 9;145,8. 

Crediti immagini

  • Immagine in evidenza: https://assets.grok.com/users/2f58c3fb-da14-4549-8b99-190cfc2f1b5f/generated/0e3f53e3-6ff5-4e07-8b40-8529845bc874/image.jpg
  • Figura 1: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/d6/Grey_seal_on_the_beach_at_Wells-next-the-Sea.jpg/3840px-Grey_seal_on_the_beach_at_Wells-next-the-Sea.jpg
  • Figura 2: https://ars.els-cdn.com/content/image/1-s2.0-S2213224422000967-gr4_lrg.jpg
  • Figura 3: https://zookeys.pensoft.net/showimg/oo_1159302.jpg
  • Figura 4: https://www.mdpi.com/diversity/diversity-17-00789/article_deploy/html/images/diversity-17-00789-g002.png
  • Figura 5: https://zookeys.pensoft.net/article/135359/zoom/fig/18/