Emergenza Citrobacter in Veneto: un batterio letale e poco conosciuto

Notizie preoccupanti sul batterio Citrobacter

Preoccupanti le notizie di qualche giorno fa che giungono, violente, dal Veneto. Il batterio Citrobacter sembrerebbe aver causato la morte di tre bambini all’Ospedale della Donna e del Bambino di Verona.

I casi

Il primo caso risale a novembre 2019 quando Nina, nata nell’aprile 2019, sarebbe morta a causa del batterio dopo essere stata trasferita all’Istituto Pediatrico Gaslini di Genova.  Ad aggravare la situazione altri possibili casi: sarebbero infatti almeno tre i piccoli deceduti e alcuni neonati si troverebbero attualmente in stato vegetativo per gli stessi motivi. I casi in totale sembrerebbero, purtroppo, una dozzina.

Come si sta muovendo la regione Veneto

A causa di ciò si stanno completando le procedure per la chiusura di due reparti dell’ospedale veronese, evento tutt’altro che trascurabile per il punto nascite più grande della regione.                                          

Francesco Cobello, direttore dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata, ha a tal proposito riferito ai media: “abbiamo già preso accordi con le altre strutture ospedaliere della zona per far sì che i pazienti siano accolti, qui non si può partorire finché il pericolo non è passato”. I parti avverranno, quindi, negli ospedali di Negrar, Villafranca Veronese e San Bonifacio.

È stata nel frattempo insediata una commissione esterna per chiarire come sia stato possibile che il batterio si sia potuto diffondere indisturbato per un lasso di tempo relativamente lungo. A dare man forte all’ipotetica non curanza sulla quale ora si indaga è la mamma di Nina che, dopo essere stata contattata da altre mamme, ha tristemente dichiarato che non si tratta di casi isolati, citando il responso delle perizie eseguite da Francesco Ventura, docente di Medicina Legale all’Università di Genova, e Davide Bedocchi, specialista in Medicina Legale incaricato dalla famiglia.

Il batterio Citrobacter

Come suddetto, il responsabile sembrerebbe essere il batterio Citrobacter, un genere di batteri Gram-negativi coliformi, anaerobi facoltativi, appartenenti alla famiglia delle Enterobacteriaceae, alla quale appartengono anche i generi più noti Escherichia, Salmonella e Shigella. Non si conosce molto sui Citrobacter e gli studi su di loro effettuati non sono recentissimi.

Essi sono stati isolati per la prima volta nel 1932 da Werkman e Gillen che ne descrissero sette specie, tra cui C. freundii, C. koseri e C. amalonaticus, tipici parassiti umani. Gli organismi della specie sono tipicamente mobili per mezzo di flagelli peritrichi.

Le specie di Citrobacter possono infettare uomini e animali e riscontrarsi nelle acque, nei suoli e nei cibi contaminati. In particolar modo, le categorie di persone più colpite sono i neonati, con una maggiore incidenza per i nati prematuri e gli adulti immunocompromessi.

Citrobacter koseri è la specie meglio conosciuta come causa di sepsi e meningite nei neonati e nei bambini piccoli, potendo portare a possibili ascessi del Sistema Nervoso Centrale. I segni e sintomi più comuni includono instabilità termica, irritabilità, convulsioni, ittero, vomito e letargia. L’inizio dei sintomi, nei neonati, si verifica in genere tra il primo e il 42esimo giorno di vita. La trasmissione può essere verticale, da madre a figlio, o avvenire da persona a persona.

Citrobacter koseri
Figura 1 – Citrobacter koseri

L’antibiotico-resistenza sviluppata dal batterio

Il batterio spaventa sia a causa delle sue piccole vittime, sia per aver sviluppato negli anni una pericolosa antibiotico-resistenza. L’unico antibiotico che mostra effetti positivi sui pazienti trattati è la colistina, antibiotico polimixinico prodotto da alcuni ceppi di Bacillus polymyxa variante colistinus, che disorganizza la membrana cellulare batterica esterna neutralizzano così l’azione tossica dei batteri; l’antibiotico presenta, però, attività tossica per il rene e per il sistema nervoso centrale. Ciononostante, la terapia utilizzata prevede l’uso di antibiotici e drenaggio degli ascessi.

Con furia devastante, il batterio uccide circa un terzo dei bambini con ascessi e la metà subisce seri danni al Sistema Nervoso Centrale.

È quindi doveroso scoprire le cause dei decessi dei bambini per poter attuare serie e tempestive norme di prevenzione al fine di contrastare la diffusione del batterio. Anche Luca Zaia, governatore regionale, ha riferito come sia “doveroso mettere in sicurezza i bimbi e l’ospedale e bisogna chiarire cosa sia accaduto, visto che un’infezione così importante in un reparto così delicato non è cosa di tutti i giorni. Vogliamo capire quali sono state le cause e dare risposte, anche dal punto di vista giuridico, alle famiglie”.

Fonti

Elena Panariello

Si ringrazia la pagina The Medical Alphabet per la gentile concessione dell’articolo

7 commenti su “Emergenza Citrobacter in Veneto: un batterio letale e poco conosciuto”

  1. che cosa può succedere ad un bambino che sia stato contagiato dal Citrobacter ma che avendo già raggiunto 11 mesi di vita non ha sviluppato nessun sintomo di malattia come sopra descritto

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