Il vino rosso: un alleato per il tuo microbiota intestinale

Vino rosso e benessere intestinale

Il consumo eccessivo di alcol ha conseguenze negative sulla salute in quanto è responsabile dell’aumento e dell’insorgenza di numerose patologie. Tuttavia, uno studio eseguito dal King’s College ha dimostrato che l’assunzione moderata di vino rosso esercita un’azione benefica sulla salute dell’intestino umano in quanto facilita la diversificazione batterica del microbiota intestinale.

Lo studio del King’s College

Un team di ricercatori del Dipartimento di ricerca gemellare ed epidemiologia genetica del King’s College di Londra ha analizzato gli effetti di bevande quali birra, sidro, vino bianco, vino rosso e altri alcolici sul microbiota intestinale. Il gruppo di soggetti analizzati era costituito da 916 gemelle femmine del Regno Unito e i parametri valutati riguardavano l’età, l’indice di massa corporea, la dieta regolare e il loro stato socio-economico.

Lo studio venne poi esteso ad altre due gruppi di persone degli Stati Uniti e del Belgio e a gemelli discordanti che differivano per un carattere fenotipico. Ai partecipanti venne somministrato un questionario delle frequenze alimentari per registrare il numero medio di bevande alcoliche consumate mensilmente e le categorie valutate erano le seguenti:

  • mai (individui che hanno riferito di non bere alcolici);
  • raramente (meno di una volta al mese);
  • occasionalmente (meno di una volta alla settimana ma più di una volta al mese);
  • regolarmente (più di una volta alla settimana ma meno di una volta al giorno);
  • tutti i giorni (almeno una volta al giorno).

Per ottenere risultati significativi il consumo di alcol è stato valutato in relazione alla glicemia a digiuno, ai livelli di insulina, del colesterolo totale e di lipoproteine a bassa ed elevata densità.

Il team ha scoperto che chi beveva quantità moderate di vino rosso, una volta ogni due settimane, vantava una maggiore varietà della componente microbica intestinale rispetto ai consumatori di vino bianco e di altre bevande.

Il microbiota intestinale

Per microbiota intestinale si intende l’insieme dei microrganismi che convivono nell’intestino umano senza danneggiarlo. Circa il 50% del peso del contenuto intestinale è rappresentato dalla componente microbica, con un numero di cellule batteriche dell’ordine di 10^14.

Una panoramica generale del microbiota umano
Figura 1 – Una panoramica generale del microbiota umano

Attualmente non è stata riconosciuta una composizione “sana” del microbiota, si è notato però che negli individui in buono stato di salute si ha una condizione di equilibrio definita eubiosi. In questa situazione si verifica un’elevata differenziazione microbica, ciò vuol dire che non c’è prevalenza di una determinata specie sulle altre. In tal modo il microbiota è in grado di svolgere una serie di funzioni essenziali sull’ospite: sia di tipo metabolico, quindi di sintesi di sostanze utili all’organismo, sia di tipo enzimatico, di protezione del sistema immunitario e di eliminazione di sostanze nocive.

I polifenoli come molecole di diversificazione microbica

Gli autori dello studio ritengono che il principale motivo dell’associazione tra il consumo di vino rosso e la diversità del microbiota intestinale sia dovuta ai polifenoli, come acido gallico, antociani e resveratrolo presenti nel vino rosso. I polifenoli sono un ampio gruppo di sostanze organiche naturali di origine vegetale dotate di molte proprietà benefiche e che favoriscono la proliferazione batterica nel nostro sistema intestinale.

Alcuni dei più comuni polifenoli vino microbiota intestinale
Figura 2 – Alcuni dei più comuni polifenoli

Conclusione

Il vino rosso è un amico del microbiota e quindi del benessere generale dell’organismo, a patto di non esagerare. La buona notizia non offre tuttavia alibi agli appassionati bevitori di vino: secondo gli esperti, infatti, i benefici si possono ottenere anche da un solo bicchiere bevuto ogni 15 giorni.

Giulia Palladino

Fonti

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