Infezioni nosocomiali: perché dovremmo iniziare a preoccuparcene

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Perché si inizia a parlare di infezioni nosocomiali

Nell’ambito dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo a causa del virus SARS-CoV-2, si fa strada l’ulteriore preoccupazione per le infezioni correlate all’assistenza, anche chiamate infezioni nosocomiali. È infatti inevitabile, durante una pandemia di tale portata, l’esposizione ad una carica batterica alta dovuta all’elevato numero di pazienti ospedalizzati, così come afferma il Professor Enrico Bucci in una sua ultima analisi sul decorso della malattia Covid19.

Cosa sono le infezioni nosocomiali

Le infezioni ospedaliere o nosocomiali sono la complicanza più frequente e grave dell’assistenza sanitaria. Esse possono insorgere durante il ricovero in ospedale e competere con la malattia principale per la quale il paziente era stato ricoverato. Tali infezioni, che interessano in maggior percentuale i pazienti ospedalizzati, possono verificarsi anche nel personale sanitario, già fortemente coinvolto nella pandemia a origine virale a cui stiamo assistendo.

I soggetti più a rischio di contagio sono quelli in età infantile o avanzata, i pazienti che presentano già patologie che li rendono più suscettibili, come il diabete e i trapiantati d’organo, ma anche e soprattutto coloro i quali si trovano in uno stato di sensibilità maggiore come gli immunodepressi.

Meccanismi di trasmissione, fattori di rischio e patologie derivate dalle infezioni nosocomiali

Le infezioni di questo genere possono avvenire attraverso modalità diretta o indiretta. Direttamente attraverso via aerea o contatto con le secrezioni corporee e indirettamente attraverso veicoli contaminati come gli strumenti utilizzati dal personale sanitario. Le sedi corporee maggiormente coinvolte sono il tratto urinario, le ferite chirurgiche e l’apparato respiratorio.

Nel contesto in cui ultimamente ci troviamo e nell’ambito delle problematiche attribuibili all’apparato respiratorio è bene ricordare la possibilità di una polmonite nosocomiale che interessa maggiormente pazienti con ventilazione assistita nelle unità di terapia intensiva. I microrganismi responsabili possono essere endogeni, riscontrabili nell’apparato digerente, naso e gola, ma anche esogeni, provenienti dalla contaminazione della strumentazione di ventilazione respiratoria. Fattori di rischio sono la modalità e la durata della ventilazione, la qualità dell’assistenza respiratoria, la gravità delle condizioni del paziente e il precedente uso e abuso di antibiotici. Altri danni possono essere a carico di cute e tessuti molli e provocare anche gastroenteriti, sinusiti e endometriti.

distribuzione delle regioni corporee più interessate con annesse patologie
Figura 1 – distribuzione delle regioni corporee più interessate con annesse patologie

I batteri responsabili delle infezioni ospedaliere

I batteri che causano infezioni ospedaliere possono essere Gram positivi o Gram negativi. Tra i batteri gram positivi ricordiamo Staphylococcus aureus. Tale batterio aerobio-anaerobio facoltativo, può provocare infezioni cutanee, batteriemia, endocardite ed osteomielite. Tra i batteri gram negativi invece, troviamo Klebsiella pneumoniae, Escherichia coli e Pseudomonas aeruginosa.

Staphylococcus aereus uno dei maggiori responsabili delle infezioni nosocomiali
Figura 2 – Staphylococcus aureus: uno dei maggiori responsabili delle infezioni nosocomiali

Resistenza agli antibiotici

Tristemente la maggior parte delle infezioni nosocomiali sono causate da resistenza agli antibiotici, una problematica spesso riscontrabile in molte complicanze dovute alle infezioni batteriche. Buona parte dei batteri poc’anzi nominati infatti, presentano resistenza ad alcune classi di antibiotici. Inoltre poiché gli antibiotici sono largamente utilizzati negli ospedali, il personale sanitario di solito è portatore di ceppi resistenti. Staphylococcus aereus ad esempio, mostra una tipica resistenza alla meticillina (MRSA), farmaco della classe dei beta-lattamici penicillasi-resistente. Le Enterobacteriaceae invece, a cui appartengono K. pneumoniae e E. coli, sono perlopiù resistenti ai carbapenemi (CRE), una classe di antibiotici ad ampio spettro d’azione.

Virus, funghi e parassiti: altri possibili responsabili

Anche se in percentuale minore, le infezioni ospedaliere possono essere causate anche da virus come quelli dell’epatite B e C o anche HIV, Herpes simplex virus e Varicella zoster. Tra i parassiti riscontrabili troviamo invece il protozoo flagellato Giardia lamblia mentre tra i funghi Candida albicans, un saprofita appartenente alla famiglia dei Saccaromiceti.

Prevenzione

La prevenzione delle infezioni ospedaliere è indispensabile per prevenire l’insorgenza di ulteriori complicazioni. Essa richiede una sorveglianza rigida e costante attraverso il corretto lavaggio delle mani, il sapiente uso degli antibiotici per la profilassi e la terapia e la disinfezione degli strumenti utilizzati dal personale sanitario oltre al necessario il controllo della pulizia ambientale.

l'igiene ospedaliera è necessaria per combattere le infezioni nosocomiali
Figura 3 – l’igiene ospedaliera è necessaria per combattere le infezioni nosocomiali

Elena Panariello

Fonti

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