Adriana Colucci

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I briozoi

I Briozoi

Il phylum dei Briozoi è composto da invertebrati acquatici, quasi esclusivamente marini ed è rappresentato da uno dei gruppi tassonomici maggiormente presenti in alcune associazioni bentoniche marine. Tra queste la più importante nel Mediterraneo è la biocenosi del coralligeno. I briozoi sono organismi coloniali sessili la cui unità funzionale prende il nome di zooide costituito da un individuo, detto polipide e da una membrana nel quale è racchiuso l’individuo.

Immagine rappresentativa dell'anatomia di una dinofita provvista di teca

Le dinofite

La divisione delle dinofite comprende organismi unicellulari ad organizzazione eucariotica dotati di flagelli. In alcune specie, la parete cellulare può essere costituita da placche di cellulosa che formano una teca resistente. In condizioni favorevoli, tali micro-alghe, possono determinare fioriture con conseguenze negative per molti organismi marini.

muschio - le briofite

Le Briofite

Le briofite sono definite tallofite perché non sono dotate di tessuti differenziati non presentando un vero e proprio sistema di conduzione della linfa e dell’acqua. Colonizzano anche gli ambienti più ostili caratterizzati però dalla presenza di acqua e di umidità.

Immagine illustrativa della distribuzione della sostanza bianca e della sostanza grigia rispettivamente nell’encefalo e nel midollo spinale. la sostanza grigia è formata da corpi cellulari dei neuroni che appaiono grigi poiché privi di mielina. La sostanza bianca è formata, al contrario, da neuriti rivestiti da mielina. Nell’encefalo, la sostanza grigia, più esterna, forma la corteccia cerebrale, nel midollo spinale la sostanza grigia, più interna, forma una sorta di H.

La sostanza bianca e la sostanza grigia

Il sistema nervoso centrale è costituito da due componenti fondamentali:
– la sostanza grigia che si trova principalmente esternamente e forma la cosiddetta “corteccia cerebrale”;
– la sostanza bianca che si sviluppa internamente.

catalasi

La catalasi

La catalasi è un enzima perossisomiale che catalizza la rimozione di due molecole di perossido di idrogeno in due molecole di acqua. La prima molecola di H2O2 entra nel sito attivo dove ossida il ferro eme per produrre un gruppo ossiferrilico con un radicale porfirinico π-cationico e una molecola di acqua. Una seconda molecola di perossido di idrogeno entra quindi nel sito attivo e viene ossidata a ossigeno molecolare e acqua.

La cromatografia in colonna

La cromatografia in colonna è una specifica tecnica cromatografica utilizzata per la separazione dei componenti, presenti all’interno di una miscela complessa, attraverso una colonna adsorbente.

cromatografia

La cromatografia

La cromatografia si basa sul principio secondo il quale molecole presenti all’interno di una miscela e adese ad una fase stazionaria (solida o fluida), si separano le une dalle altre mediante l’ausilio di una fase mobile. Le sostanze da separare devono potersi sciogliere completamente nella fase mobile e devono inoltre avere la capacità di interagire con la fase stazionaria.

Ormoni tiroidei

Gli ormoni tiroidei

Rappresentazione grafica e fotografia al microscopio ottico dei follicoli tiroidei: le cellule epiteliali delimitano un lume ripieno di colloide contenente a sua volta la tireoglobulina, precursore degli ormoni tiroidei. Le cellule parafollicolari o cellule C si presentano isolate e sparse nel connettivo lasso che circonda i follicoli